Minacce nella notte

Un anziano negoziante chiude a sera il suo locale, sale in macchina e se ne va verso casa. Improvvisamente un auto con un lampeggiante lo affianca e lo costringe e fermarsi, un tale scende, pistola in pugno, lo minaccia, lega, imbavaglia e lo abbandona. Così resta fino a che lo trova una pattuglia dei carabinieri.

Non si tratta di un film ambientato in una qualche periferia degradata, ma di quanto é successo a Uboldo, nel basso varesotto, a Guido Gallo Stampino, noto per il suo impegno contro l'usura.

La tratta delle bianche

Ormai la fama di gaffeur di Berlusconi é tale che, anche che una volta che gli capita di fare una battuta innocente, come minimo gli viene affibbiato, come ha fatto Canal Plus l'altro giorno, il premio di "relou de l'année" (qualcosa come "cafone dell'anno").

I fatti:

Conferenza stampa congiunta di Sarkozy e Berlusconi a Palazzo Madama in seguito al vertice italo-francese di Roma. Sarkozy sta comunicando alla stampa le sue impressioni sui risultati dell'incontro, giunto al punto in cui cita il riconoscimento reciproco dei titoli di studio, Berlusconi lo interrompe per dire qualcosa di poco chiaro, che viene interpretato dai francesi di Canal plus come uno sgrammaticato italofrancese:

"Moi je t'ai donné la sua donna".

Ah ah, che ridere.



Scarsa eco ha avuto, almeno fino ad ora, la querelle. Cito solo l'articolo del Telegraph, peraltro piuttosto distaccato nel commentare l'avvenimento:

Silvio Berlusconi, che ha la reputazione di fare commenti stonati, durante una conferenza stampa televisiva ha sussurrato a Sarkozy in un misto italofrancese: "Moi je t'ai donné la tua donna".

La 'battuta' era una allusione al fatto che la First Lady francese é nata in Italia e la sua famiglia ha vissuto in Torino prima che si trasferissero a Parigi negli anni settanta a causa del timore di rapimenti da parte dei terroristi di estrema sinistra.


Una nota piccata di Palazzo Chigi che, in una nota ufficiale afferma che la frase del Berlusca fosse un semplice "Tu sais que j'ai étudié à la Sorbonne". Il che, del resto, fa anche più senso, dato che si stava parlando per l'appunto di riconoscimento incrociato di diplomi.

Si fosse fermata qui la nota, sarebbe stato un bel colpo. Difficile reagire. Purtroppo si é pensato che non bastasse e si é aggiunto che "Al Presidente Berlusconi hanno dato l'oscar della volgarità che non meritava. A loro spetta invece l'oscar della denigrazione che si meritano appieno."

Ohibò. Troppo facile é ricordare alcune delle passate battute del presidente che non lo hanno reso immune dalla candidatura ad un ipotetico premio per il villanzone dell'anno.

Gallina padana

Quando tra qualche secolo si guarderà indietro alla comunicazione politica italiana a cavallo del cambio di millennio, credo che fulgida sarà l'immagine che darà di la lega lombarda.

Il manifesto che mostro qui a lato é, a mio parere, un buon esempio di quello stile che chiamerei pop-leghista che tanto trovo affascinante e, ne sono sicuro, affascinerà pure i nostri pronipoti.

A quanto leggo sul sito della lega, é stato utilizzato per le elezioni politiche 2008, eppure mi pare di averlo già notato alcuni decenni addietro. Direi quindi che si tratta di un re-post.

Il messaggio politico é, come spesso accade nella comunicazione leghista, trascurabile. Più interessante la percezione emotiva comunicata all'elettore potenziale - mutato in una gallinella che produce uova col sudore della sua fronte e le vede sparire un uno strano condotto che le porta dritto dritto nel paniere di Roma, raffigurata come una soddisfatta comare piuttosto in carne.

Viene da chiedersi che razza di immaginario avesse chi ha concepito un simile manifesto, ma ancor più chi diamine possa votare un partito che si presenta in questo modo.

Mah.

Materia per gli studiosi dei secoli a venire.

Pizzo alla modenese

La Gazzetta di Modena pubblica un interessante intervista di Giovanni Tizian a Enzo Ciconte sull'infiltrazione mafiosa in zone tradizionalmente estranee al fenomeno, esprimendo lo stesso concetto che Saviano ha più volte esposto (ad esempio qui).

Cito alcuni punti che mi sembrano significativi:

L’enorme liquidità dei mafiosi permette loro di investire e di inquinare pesantemente l’economia pulita a corto di liquidità soprattutto in un momento di recessione come questo attuale.

Investono prevalentemente in immobili, case, pizzerie, imprese edili, negozi di abbigliamento.

Quando un’attività rimane aperta, nonostante le sue vendite siano nulle, c’è qualcosa che non va, potrebbe essere un centro di riciclaggio che alla fine della settimana paga regolarmente ogni onere fiscale attraverso l’emissione di fatture che dimostrano un’attività vivace.

Le due organizzazioni ['ndragheta e camorra] collaborano tra loro. Si scambiano droga, quando uno dei due rimane a secco, informazioni e non sono assolutamente in concorrenza.

Il primo metodo d’infiltrazione è l’usura. Attraverso il prestito, il mafioso mira ad entrare nell’azienda, conquistandola. Il secondo metodo consiste nel prelevare alcune quote societarie ed entrare a poco a poco nella struttura societaria, lasciando al proprio posto i proprietari originari in modo che essi fungano da prestanome.

La politica di crescente mimetizzazione attuata dalle mafie si sposa benissimo con [...] truffe e bancarotte.

il mafioso è diverso dall’immagine dei film. E’ ormai un uomo d’affari sempre più mimetizzato, attento a non destare allarme.

L’estorsione mafiosa avviene anche semplicemente obbligando il proprietario di una certa attività a fornirsi dal fornitore indicato dai mafiosi.

Operazione Plutone

Bizzarramente controcorrente, la banda criminale identificata dall'operazione Plutone si riforniva di cocaina e altre sostanze stupefacenti sulla piazza di Milano e le trasportava via auto prese a noleggio a Caltanissetta, dove la roba veniva spacciata.

L'organizzazione é composta prevalentemente da siciliani che si occupavano del trasporto e dello spaccio, mentre solo due persone basate nel milanese sono state correntemente arrestate, si tratta di Antonino Famà e Spiridione Sasso.

Vale la pena di spendere qualche parola su quest'ultimo. Spiridione Sasso, ormai sessantenne, é noto per il suo coinvolgimento in traffici di auto rubate sin dagli anni ottanta, si diceva avesse una relazione con una avvocatessa, e pare che questo gli desse un vantaggio competitivo nei confronti della concorrenza. Arrestato nell'88, si diede alla latitanza nel 92, quando il suo compare, Adalberto Duzzi, venne beccato per un traffico di auto rubate di lusso che, rubate a Milano, finivano in medio oriente. Francamente, stavano esagerando: al momento dell'arresto erano sul punto di "esportare" una Lamborghini Diablo e tre Mercedes, una 600 12 valvole, una 500 SE e una 420 SE.

Dopo di ciò il Duzzi si é indirizzato verso il traffico di cocaina, ed é stato arrestato per questo motivo nel 98, quando la sua banda - milanese doc - fu colta in flagranza di reato di ritorno dallo shopping in Spagna.

Il Sasso lo hanno beccato per lo stesso motivo in questi giorni.

Luci della centrale elettrica

Bah, a me 'sto disco non piace molto. Epperò devo ammettere che c'ha pure un suo perché.

Diciamo che il Vasco Brondi (che s'é dato il bizzarro nome di "Luci della centrale elettrica") con il suo album di esordio ("Canzoni da spiaggia deturpata") ha prodotto un lavoro che mi fa pensare a un mix di Rino Gaetano (omaggiato esplicitamente nel brano finale "Nei garage a Milano Nord") e Claudio Lolli, aggiornati al nuovo millennio.

L'idea di una musicalità ridotta all'osso non mi dispiace, soprattutto la rinuncia alle percussioni, che spesso sono usate nella musica contemporanea in modo sovrabbondante se non ossessivo, anche se in realtà il brano che mi pare più interessante dal punto di vista sonoro é "Sere feriali", l'unico pezzo in cui si fa per l'appunto ricorso alle percussioni (utilizzate in un modo che mi ricorda vagamente la ricerca sonora di Björk).

Per farsi un'idea dei testi di Brondi, si può sbirciare il suo blog, e per ascoltare qualcuna delle sue canzoni si può fare un salto sulla pagina su myspace.

A parte il mio (modesto) parere un poco perplesso, il lavoro é piaciuto ed é anche stato premiato con la Targa Tenco per la miglior opera prima del 2008.

Atlantide su Google

Il "Sun" (noto giornalaccio inglese dalla autorevolezza paragonabile a Novella 2000) ha sparato la lieta novella del ritrovamento di Atlantide al largo delle Canarie.

Evidentemente si tratta di una falsa notizia, e la smentita é data nello stesso articolo, ma in fondo, dopo tutte le foto, mappe, citazioni, che dicono il contrario. Si tratta infatti di tracce sonar lasciate da navi che stavano mappando il fondo dell'oceano.

In ogni modo, il colpo d'occhio é affascinante, e allora riporto qui sotto l'immagine come la si vede andando a cercare la locazione su google maps:




Quando big g avrà nuove mappe della zona, il reticolato non sarà più visibile qua sopra, così, già che ci sono fornisco il link diretto anche all'immagine pubblicata dal Sun, che probabilmente mostrerà la foto come appare ora per più tempo:



Impressionante, niente da dire. Peccato che sia tutto falso, oltre ad essere decisamente improbabile.

Stando ai fatti, di Atlantide parla Platone, e ne parla in termini molto vaghi, dice di averne sentito parlare da egiziani, che a loro volta ne parlavano per sentito dire. La locazione viene definita in modo molto vago, che lascia aperta un po' tutte le ipotesi.

In pratica si parla di una civiltà molto evoluta che sarebbe stata distrutta da un cataclisma che avrebbe causato anche la sparizione fisica del posto, coperto dalle acque.

Personalmente preferisco l'ipotesi minoica, ovvero che Atlantide sia in realtà Creta, e la civiltà minoica sia la mitica civiltà atlantidea, che venne spazzata da un cataclisma avvenuto nel nostro mar mediterraneo.

Pollo al mattone

Ricetta approssimativa per il pollo al mattone, eventuali suggerimenti ben accetti!

Ingredienti
  • 1 pollo
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 foglie di alloro
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 limone
  • Olio d’oliva, sale e pepe
Procedimento
  • Aprire il pollo, pulirlo, pressarlo per renderlo il più possibile piatto. O, in alternativa, farlo a pezzi e schiacciarli.
  • Mescolare rosmarino, sale, pepe e aglio in olio d'oliva e usare il tutto per ungere per bene il pollo.
  • Lasciare marinare il pollo per almeno una mezzora.
  • Riscaldare il forno a 250 gradi, scaldare una padella, aggiungere olio, infilare il rosmarino nel pollo, aspettare che l'olio sia ben caldo.
  • Mettere il pollo in padella con quel che resta del rosmarino e dell'aglio, metterci sopra due mattoni (coperti da foglio di alluminio), o simulare la pigiatura con un'altra padella (insomma, un po' di inventiva ...)
  • Lasciar cuocere in padella a fiamma medio-alta per 5 minuti, quindi trasferire in forno (sempre con i pesi sopra), e lasciar arrostire il pollo per un buon quarto d'ora.
  • Togliere dal forno, togliere i pesi, girare il pollo (o i pezzi di pollo) e rimettere il tutto in forno a completare la cottura (una decina di minuti).
  • Servire caldo, con fettine di limone come guarnizione.

Operazione 'nduja

S'é concluso il processo con 14 condanne, per un totale di 139 anni di galera, generato in seguito all'operazione 'nduja, lanciata nel 2001, che ha colpito gruppi mafiosi insediati tra Bergamo e Brescia e associati alla 'ndrina dei Bellocco.

La notizia é stata riportata quasi solo nella zona dove operavano gli arrestati, tra Bergamo e Brescia, mentre penso che dovrebbe interessare un po' a tutti, dato che rappresenta un esempio di come la criminalità organizzata in genere, e la 'ndrangheta in particolare, operano nel nord Italia.

Nel caso specifico sono stati identificati due gruppi distinti, uno operava nel traffico di droga, nell'impiego di manodopera clandestina, nelle intimidazioni ed estorsioni (soprattutto ai danni di night club); l'altro era specializzato nel recupero crediti.

A capo dei primi sarebbe stato identificato Giuseppe "Pino" Romano, a cui sono stati affibbiati 26 anni di carcere, che avrebbe agito in concorso con Paolo Romano, Renato Tassoni, Rosario Antonio Romano, Antonio Seminara, Gregorio De Luca, Giuseppe "Peppe" Caratozzolo, e Stefano Giacobbe.

Il secondo gruppo sarebbe stato costituito da Giovanni Condello, Egidio Pievani, Umberto e Domenico Bellocco.

In questo articolo di Valtrompia News, si afferma: "ndragheta a Brescia corrisponde a tre basi di attività: Lumezzane, basso Garda e Castegnato verso i confini con Bergamo. Gli affari sono: droga, armi, fatturazione fasulla e caporalato nel settore edile. Ora va di moda il subappalto e il giro della cocaina lo gestiscono nel piccolo i bresciani che a loro volta mandano a vendere corrieri marocchini."

Antonio Chiappani della DDA di Brescia dichiara che i metodi mafiosi ormai sono utilizzati anche dalla delinquenza locale.

Scuse all'Argentina

Visto che le scuse officiali dal nostro governo probabilmente non arriveranno mai, le faccio io. Lo so che non é la stessa cosa, ma sono profondamente dispiaciuto per quanto sia successo e avrei davvero voluto che non fosse mai successo.

I fatti. Silvio Berlusconi ha pensato bene, per suoi fini non ben chiari, di raccontare una orrenda barzelletta al termine di un comizio elettorale (vedi filmato qui sotto per dettagli)



"... quel dittatore argentino che caricava i suoi oppositori su un aereo, apriva gli sportelli lanciava un pallone e gli diceva; andate a giocare che è una bella giornata. Fa ridere ma è drammatico."

Detta così, questa barzelletta non fa nemmeno ridere un supporter dei regime dei colonnelli, il fatto che i partecipanti al comizio abbiano riso non depone quindi a favore della loro intelligenza, ma questo non é il punto.

La barzelletta é offensiva nei confronti di una tragedia, che viene sminuita al livello di una occasione per farsi quattro risate, é offensiva nei confronti delle vittime, che vengono considerati degli sciocchi che saltano fuori da un aereo, non rendendosi conto di andare verso la morte, correndo dietro a una palla.

Non stupisce che gli argentini se ne siano avuto a male, come si legge in questo articolo del Clarin.

Il dubbio che nasce agli argentini é che Berlusconi non sia stato inutilmente offensivo nei loro confronti, ma che la sua idea sia quella di creare un incidente diplomatico al fine di rallentare, o fermare, la richiesta di estradizione che pende sulla testa dell'ammiraglio Emilio Massera. Massera, viene fatto notare, era come Berlusconi membro della loggia massonica P2, diretta da Licio Gelli. Si ricorda che Berlusconi inizialmente negò di aver fatto parte di quella organizzazione, ma che si provò il contrario.

Operazione Metallica

Con l'arresto di Paolo Latella viene considerata chiusa l'operazione Metallica. Il nome grosso beccato in questa operazione é Giuseppe "Pepè" Onorato, 68 gli indagati, i capi di accusa sono: associazione mafiosa, estorsione, incendio doloso, ricettazione, riciclaggio, favoreggiamento, traffico di droga, usura, omicidio, violazione delle leggi sulle armi e delle disposizioni sul patrimonio artistico e culturale.

Non male.

Cosa interesante é che risulta che Pepé Onorato gestisse la sua organizzazione delinqueziale da un bar di via Ampere a Milano, praticamente sotto gli occhi di tutti i milanesi, replicando lo stile di una 'ndrina della 'ndrangheta che si trovasse in Calabria.

Machiavelli

Esiste in Italia (e forse nel mondo) una associazione che opera nell'oscurità. E' difficile entrarvi perché non si fa proselitismo e i suoi fini sono misteriosi. Lo avrete già capito, sto parlando della comunità dei giocatori di Machiavelli.

E' esperienza comune che, nel corso di una placida serata tra amici, cada un silenzio che nessuno osa interrompere. E' in genere a questo punto che un insospettabile membro della compagnia avanza la fatidica opzione: "E se giocassimo a Machiavelli?"

In genere le reazioni variano da un perplesso "E che diavolo é?" a un curioso interesse, ma quando si ammette al machiavellico giocatore che nessuno sa giocarci anche se tutti sarebbero disposti ad imparare, lui si rifugia dietro ad un borbottio da cui emergono velate allusioni alla difficoltà nell'imparare a giocarci. E si ritorna al silenzio di cui sopra.

Ebbene, ho le prove, Machiavelli non é per niente un gioco complicato, e quindi questo lanciare il sasso e poi nascondere la mano deve necessariamente essere una scusa che nasconde qualcosa di inconfessabile. Deve esserci dietro una gigantesca macchinazione, lo sento.

Lascerei da parte la macchinazione, per il momento, e mi concentrerei invece sul gioco.

Trattasi di un gioco che richiede due mazzi di carte francesi (senza jolly), per 2, 3, 4, o anche 5 giocatori (ma in genere non si sta a sottilizzare e si gioca anche in 6 o più).

A ogni partecipante vengono date quindici carte (ma anche qui c'é una certa variabilità, alcuni preferiscono darne tredici, e si tende a diminuire il numero con l'aumentare dei giocatori) e quindi si incomincia a giocare.

Le regole sono in realtà molto semplici. Lo scopo é quello di liberarsi di tutte le carte che si hanno in mano, e chi é di turno ha due possibilità:
  • Pescare una carta, e passare.
  • Mettere giù una o più carte, e passare (o chiudere).
In genere si pesca solo se non si ha la possibilità di mettere giù ma, machiavellicamente, é possibile anche optare per non metter giù nulla e incamerarsi una carta aggiuntiva, se si pensa che questo possa danneggiare gli avversari più di noi stessi.

Per mettere giù carte é possibile:
  • creare una nuova combinazione, dove le combinazioni ammissibili sono:
    • tre o quattro carte con lo stesso valore facciale ma di diverso seme
    • tre o più carte dello stesso seme in scala
  • estendere una combinazione esistente:
    • aggiungendo la quarta carta ad un tris
    • estendendo in basso o in alto una scala
  • ricombinare le carte precedentemente messe giù, smontando due o più combinazioni già presenti per rimontarle in un nuovo modo.
    • Ad esempio, tre tris di 7, 8 e 9 potrebbero essere rimontati come tre scale dal 7 al 9, e questo mi potrebbe permettere di estendere una nuova scala aggiungendoci un 6 o un 10). Si noti che non é possibile tirar su carte che erano messe a terra, é solo possibile aggiungerne di nuove.
E questo, più o meno, é tutto.

Costituzione italosovietica

Silvio Berlusconi ha tacciato (almeno) un paio di volte la Costituzione Italiana di essere di stampo sovietico.

Una prima volta al convegno della Confindustria di Torino nell'aprile 2003:

“Mi sono più volte lamentato del fatto che la nostra stessa Costituzione dia all’impresa pochissimo spazio, circondandola di vincoli; basti guardare la formulazione dell’art. 41, che v’invito a rileggere, e che risente delle implicazioni sovietiche che fanno riferimento proprio alla cultura e alla Costituzione sovietica, da parte dei Padri che hanno scritto la Costituzione."

Questo é l'articolo 41 della nostra Costituzione (che così filosovietico a me non pare):

L'iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Per un commento più autorevole di quanto possa essere il mio sulla bizzarria dell'affermazione berlusconiana, rimando a questa pagina tratta dal sito della rivista costituzionalismo.it (da cui ho pure tratto la citazione con cui si apre il post) in cui, oltre a discutere nel merito quanto possa essere tacciabile di sovietismo l'articolo 41, si ricorda che alla stesura della disposizione concorsero, ad esempio, esponenti della cultura liberale del livello di Einaudi, Bozzi e Corbino (c’era pure Benedetto Croce) della cui ispirazione sovietica è quanto meno lecito dubitare.

In questi giorni, a sei anni di distanza, il tema é stato ripreso e allargato. Ora pare che l'intera Costituzione sarebbe piegata ad un certo influsso filosovietico: “Una riforma della Carta costituzionale é necessaria perché é una legge fatta molti anni fa sotto l’influsso di una fine di una dittatura e con la presenza al tavolo di forze ideologizzate che hanno guardato alla Costituzione russa come un modello." (Citazione tratta dal sito del partito del presidente del consiglio.)

La genericità dell'affermazione rende difficile un commento puntuale. Che parti della Costituzione risentono degli influssi filosovietici? In che senso la si vuole cambiare? Quali ideali sarebbero il nuovo riferimento?

La questione immorale

"Non c'é mai stata una presunta superiorità della sinistra che per anni ha vissuto in Italia grazie ai rubli sporchi di sangue dell'Unione Sovietica. Oggi si é dimostrato come alcuni personaggi non sanno nemmeno dove sta di casa la moralità", ha dichiarato Silvio Berlusconi stando a questa notizia ANSA.

Devo dire di essere parzialmente d'accordo con lui. La superiorità morale della sinistra m'é sempre sembrata una sciocchezza, non basta appartenere ad un parte (politica, filosofica, culturale, religiosa, ...) per essere automaticamente moralmente superiore. La moralità é una caratteristica individuale e uno ce l'ha in sé, non se la guadagna mica pigliandosi una tessera di partito.

C'é da dire che, purtroppo, in Italia a destra s'é troppo spesso dato uno spettacolo deprimente di lampante inferiorità morale, che ha offerto spesso il destro (mi pare il caso di dirlo) agli atteggiamenti di superiorità di cui sopra.

La telefonata

E' finalmente arrivata la telefonata di Obama a Berlusconi.

L'evento é stato segnalato, senza troppa evidenza invero, dai nostri media. Dopotutto il tempo che si é preso il presidente americano per il primo scambio di opinioni con il presidente del consiglio italiano é decisamente più lungo di quanto voglia la consuetudine: quasi un mese é passato dal suo insediamento.

Più che altro si accenna allo scopo della telefonata, molto pratico: ci si chiede di aumentare la presenza delle nostre truppe in Afghanistan.

Interessante vedere quale sia stata la percezione della telefonata da parte dei media americani, praticamente nulla. Sul New York Times e USA Today non ho trovato traccia dell'importante evento, il Washington Post si limita a riportare l'agenzia AP.

Si trova qualcosa nella stampa internazionale, grazie al fatto che la telefonata faceva parte di un terzetto di chiamate del presidente americano, le altre due rivolte a Peres, per parlare del risultato delle elezioni in Israele, e a Zardari sullo stato delle cose in Pakistan.

Tsunami - Polo

Una postilla all'operazione Tsunami: Antonio Polo é stato arrestato a Londra (dettagli su questo articolo della Gazzetta del Mezzogiorno) dopo una latitanza di alcuni mesi.

L'interesse dell'operazione Tsunami sta nel fatto che ha colpito gli interessi di una joint-venture tra Sacra Corona Unita pugliese, Stidda catanese e Cosa Nostra per la gestione del traffico di stupefacenti (soprattutto cocaina e hashish) in varie aree italiane, tra cui anche Milano e Varese.

Secondo gli investigatori, i pugliesi sarebbero più che altro la manovalanza mentre il potere effettivo sarebbe gestito dalla mafia siciliana. Notevole il fatto che la famiglia stiddara Dominante di Pasquale Castellino condividesse tranquillamente il potere con i mafiosi della famiglia gelese dei Piscopo (tramite Carmelo La Rocca, identificato come il reggente di quella famiglia), dato che sarebbero teoricamente divisi da una lunga storia di contrapposizioni.

Est-Ovest

M'é sembrato che attraversare il Parco Pineta da est a ovest potesse essere un buon modo di visitarlo. Detto fatto, e qui di seguito riportato.
Secondo la mappa del parco (di cui riporto il dettaglio della zona interessata qui di fianco) la cosa si risolve nel fatto di farsi il percorso TR1 per poi passare sull'AP1. Sembra tutto semplice e lineare. Nessun dislivello preoccupante, occorre solo tener presente che i chilometri non sono poi pochissimi, e che quindi conviene avere un certo allenamento, soprattutto se si pensa di fare andata e ritorno.

Una conveniente alternativa sarebbe quella di recarsi in macchina al centro del parco, zona cascina Villafranca, dove tra l'altro si trova il cartello di benvenuto al parco, che mostro nella seconda foto. In questo caso, consiglierei di lasciar perdere la pista che porta a Tradate (si tratta della strada sterrata - via Cascina Villafranca, per l'appunto - che si percorre in macchina e che quindi non é proprio il massimo da fare a piedi) e di andare verso Appiano.

Ma se le energie non mancano, sarebbe bello farsi l'intera camminata, magari un qualche giorno insolito, per non incontrare automobili su TR1. Nel mio caso ci sono passato il 26 dicembre, contando sul giorno festivo e la nevicata della notte precedente come deterrente anti-automobilistico, e godendomi così il bosco innevato, come da foto.

Non ho incontrato mezzi a motore, ma a sorpresa ho incontrato più gente del previsto: comitive a piedi, jogger solitari e anche in piccoli gruppi, diversi ciclisti.

Altra sorpresa che mi ha riservato la camminata, é la mancata integrazione tra le due vie. TR1, come già ricordato, si snoda quasi completamente su una strada sterrata, é quindi un percorso facile, quasi cittadino. AP1, al contrario é un sentiero quasi selvatico, che si inerpica tra le collinette locali.

Sembra che la manutenzione del parco in questa zona sia piuttosto latitante, ho dovuto in un paio di occasioni abbandonare il sentiero per superare alberi caduti su di esso, come mostra la quarta foto di questo post.

Inoltre il sentiero AP1 prevede il guado di un torrentello, roba da poco, ma abbastanza seccante se si affronta il passaggio di inverno dopo una nevicata.

Il percorso non é sicurissimo, soprattutto nella cattiva stagione, umidità e ciottoli malfermi rendono i saliscendi spiacevoli da percorrere in alcuni passaggi, e decisamente sconsigliabili al cicloturista (ho incontrato proprio dalle parti del guado un paio di ciclisti che non sembravano per niente soddisfatti della loro idea di imbroccare l'AP1).

In contrasto alla ruvidezza della camminata, noto che l'AP1 é generalmente ben segnalato. Sapendo che parte dalla chiesetta del Monte Carmelo - presso la quale si può pure posteggiare, é facile, seguendo i cartelli che sono in certe occasioni quasi eccessivi (come nel caso mostrato in foto, difficile perdersi, anche volendo), addentrarsi nel bosco per andare verso TR1 o restare nei boschi appianesi.

Il problema nasce per l'escursionista distratto che viaggi nella direzione opposta (nel caso in esame, il sottoscritto), infatti il raccordo tra TR1 e AP1 é segnalato con una certa leggerezza che presume una conoscenza preventiva. In pratica, é piuttosto facile passare di fianco alla connessione senza notarla. La penultima foto di questo post mostra per l'appunto la difficile transizione tra i due mondi. In pratica si deve abbandonare la strada carrozzabile (seguendola si arriva alla chiesetta di San Bartolomeo - che purtroppo é normalmente chiusa, sennò varrebbe pur la pena di fare una deviazione dal percorso che farci una puntatina) per infilarsi in quella che é poco più di una pista poco frequentata. Forse uno di quei bei cartelli della foto precedente sarebbe più utile qui.

In mancanza di una efficace segnalazione ufficiale sul posto, conviene memorizzarsi la cartina (o meglio ancora, portarsene dietro una copia) e ricordarsi che l'albero che mostro nell'ultima foto, qui di fianco, si trova proprio di fronte alla Cascina Canova, e che quindi abbiamo passato la Cascina Fogoreggio, dobbiamo perciò piegare verso nord, e fare attenzione che la nostra deviazione si trova alla nostra sinistra.

Il futuro dell'Europa

Euronews pubblica una bella intervista a Roberto Saviano, qui il video e la trascrizione.

Qui a seguire qualche passaggio che mi pare significativo.

...

euronews: La camorra è in difficoltà?

Roberto Saviano: Magari... no. Più che in difficoltà si trova sotto assedio mediatico, che è il motivo per cui mi odiano. All’estero si chiedono come sia possibile che un libro dia così fastidio ad un’organizzazione tanto potente.

In realtà il libro ha dato fastidio perché è stato letto da milioni di persone ed ha innescato l’attenzione mediatica: televisiva, radiofonica, della carta stampata che loro prima non avevano.
Tutto questo ha generato una risposta dello Stato maggiore. Perché con l’attenzione mediatica, non si può far finta di nulla, come si è fatto fino a qualche anno fa.
E come si continua a fare in certe parti d’Italia.

euronews: Lei nel libro spiega come parecchi clan mafiosi abbiano utilizzato per decenni il settore delle costruzioni ed immobiliare per riciclare il denaro. Qual'è la situazione adesso in piena crisi?

Roberto Saviano: E’ la stessa, nel senso che oggi con la crisi loro sono fortissimi, perché come denunciato dall’Onu e precisamente l’Ufficio studi sul narcotraffico, le grandi organizzazioni mafiose stanno entrando nelle banche internazionali che non avendo liquidità accettano di ricevere una liquidità sporca pur di resistere alla crisi. Questa è una cosa gravissima non solo perché il denaro sporco entra nelle banche europee, questo in realtà succede sempre. Ma ne entra così tanto in fase di crisi, che determinerà la politica finanziaria di queste banche in tempo di ripresa. Cioè loro investono nella crisi perché tra cinque anni, tra tre anni, insomma quando passerà , loro orienteranno le politiche delle banche: chi finanziare, quale imprenditore proteggere. Il problema è che oggi stiamo perdendo il futuro, oggi la mafia, le mafie, stanno ipotecando il futuro di questo continente.

La smentita

Una smentita é una notizia data due volte. Ovvero, in genere la smentita serve solo a dare più forza ad una notizia, anche se falsa.

E' per questo che in genere le smentite vengono date da chi, in realtà, vuole proprio che la notizia venga riportata all'attenzione.

Un caso sintomatico: il malore di Bossi e come se l'é procurato.

La versione ufficiale, come la si può leggere sul corriere della sera, é questa:

L'11 Marzo 2004 Umberto Bossi si è sentito male stamani tra le 5 e le 6 di mattina nella sua casa di Gemonio, ed è stato portato all'ospedale di Varese, dove é arrivato intorno alle 9.30, si parla di un cedimento di natura coronarica.

Voci ufficiose (riportate dall'articolo citato) affermano che già nelle prime ore della serata precedente, Bossi avrebbe avvertito i primi malori tanto da escludere la sua partecipazione alla partita della pallacanestro Varese contro Real Madrid.

La vox populi narra una storia completamente diversa:

Umberto Bossi avrebbe cancellato la propria partecipazione alla partita di pallacanestro perché aveva intenzione di passare la nottata in ben altro modo, ovvero in compagnia di Luisa Corna. Si allude all'uso di sostanze stimolanti (cocaina, mormora qualcuno), che il cuore dell'ormai non più giovane senatur avrebbero mal tollerato, e di una Corna che avrebbe bravamente preso in mano la situazione, avvertendo i colleghi di partito i quali avrebbero manovrato per mantenere il silenzio sui particolari più imbarazzanti della vicenda.

Il pettegolezzo avrebbe il vantaggio, rispetto alla versione ufficiale, di essere più morbosamente interessante, oltre a dare una spiegazione al ritardo, altrimenti bizzarro, con cui é stato effettuato il ricovero in ospedale.

Fin qui tutto bene. Fatto é che un anno dopo, nell'estate del 2005, Luisa Corna concede un'intervista a Novella 2000 in cui afferma: "La pupa del Bossi? Ma se neanche lo conosco!" smentendo le voci che la vogliono molto "vicina" al leader della Lega Umberto Bossi: "chiacchiere imbarazzanti che mi hanno molto ferita".

L'effetto di queste dichiarazioni é quello, per l'appunto, di una smentita non richiesta, oltre che piuttosto debole, il cui scopo sembra quello di richiamare l'attenzione pubblica sul personaggio.

Noto en passant che Luisa Corna difficilmente può sostenere (restando seria) di non conoscere Umberto Bossi. Si vedano ad esempio un paio di articoli che riportano la partecipazione dei due alla stessa manifestazione:

Presentazione del Varese Calcio, stagione 2001/2002: "Musica trendy, tanta politica targata lega (l'onorevole Giorgetti, Giuseppe Bonomi, gli assessori allo sport provinciale e varesino Scolari e Caccianiga, il sindaco di Varese Aldo Fumagalli e persino uno scortatissimo Umberto Bossi in qualità di primo abbonato della stagione calcistica 2001-2002) ... madrina della serata e della squadra, la donna del nuovo calcio Luisa Corna."

Miss Padania 2003: madrina delle serata Luisa Corna, Umberto Bossi incorona Alice Grassi con l'ambito (?) titolo.

Alcide Maria

L'Alcide Maria Nicoli, quale presidente del Movimento per la Vita - Centro di Aiuto alla Vita di Tradate, é tra i firmatari di un esposto contro l'autorizzazione a disporre l’interruzione del trattamento di sostegno vitale artificiale di Eluana Englaro. Il testo é disponibile qui in formato pdf.

Senza entrare nei dettagli dell'esposto, mi viene da chiedere perché mai l'Alcide Maria sia così interessato ad intervenire su un caso di cronaca ad alta esposizione mediatica ma così lontano dalla realtà locale di competenza dell'ente che rappresenta.

Timoleonte

Colpo di coda dell'operazione Timoleonte che nel maggio scorso aveva colpito le ndrine Pesce-Bellocco e Nirta-Strangio. A Milano é stato arrestato Francesco Pesce, presunto elemento di spicco dei Pesce-Bellocco.

I Pesce sono quelli che controllano Quarto Oggiaro e che, insieme ai Bellocco, operano in Austria, Grecia, Libano, Francia e Germania.

In Italia, i Bellocco sono da tempo attivi nel varesotto. Sarebbe stato Gregorio Bellocco, condannato come mandante dell'omicidio di Franco Girardi a Varese nel 1982, a estendere l'influenza di questa ndrina in quest'area.

Campanella in politica

Un bel servizio di sky ci mostra la verità del pentito Francesco Campanella su come la mafia ha infiltrato la gestione della cosa pubblica.

Nell'intervista ripercorre la sua storia dall'ingresso in politica e fino alla presa di coscienza di essere un semplice esecutore materiale delle strategie mafiose.

Nel 2000 si sposa e per testimoni ha Totò Cuffaro e Clemente Mastella. E' Cuffaro che lo introduce alla politica, dopo una breve gavetta nel 1994 si candida per il consiglio comunale, e capisce quanto la mafia si influente anche a quel livello. Diventa un mafioso della famiglia di Mandalà di Villabate. Secondo lui in politica uno può scegliere se essere un burattino in mano alla mafia o un mafioso a tutti gli effetti. E' un rapporto simbiotico tra il politico-mafioso e il mafioso propriamente detto. C'é un continuo scambio di favori che finiscono per favorire entrambi. Anche la costruzione di un centro commerciale di centinaia di milioni viene pilotato dalla politica in funzione delle scelte mafiose.

Dice di essersi accorto di quanto Mandalà fosse vicino a Provenzano in occasione della trasferta di questo in Francia, quando Campanella si prese l'incarico di fornire una falsa carta di identità per l'allora capo della mafia.

La parte che mi sembra più interessante di quanto si dice in questa intervista é la presa d'atto che la mafia non si limita più a stabilire un legame con i politici, ma é ormai da tempo nell'ottica di creare una classe dirigente del tutto omogenea a sè.

Tonino e il presidente

Che Antonio Di Pietro abbia una sua eloquenza poco rispettosa della grammatica é un fatto ben noto. Però, ad sensum, quello che dice é in genere piuttosto chiaro. Anche se, a leggere come é stato travisata la parte del suo intervento a Piazza Farnese in cui si rivolgeva a Giorgio Napolitano, sembrerebbe che non lo si capisce proprio.

Qui sotto pubblico un link al video che documenta la parte del discorso incriminata e ne riporto la trascrizione. A me pare evidente che Di Pietro dica che se i presenti in quella piazza avrebbero avuto un comportamento mafioso se non avessero parlato. Ed erano lì per dire alcune cose molto pesanti, anche verso il Presidente della Repubblica a cui si é imputato, fra l'altro, di aver controfirmato il cosiddetto lodo Alfano, non rilevandone quella che sembra essere una manifesta anticostituzionalità.

Il riassunto che é passato sulla stampa lascia pensare che Di Pietro abbia dato del mafioso a Napolitano, cosa che mi pare decisamente insostenibile. Leggo addirittura che l'Unione delle Camere Penali abbia denunciato Di Pietro per vilipendio al Capo dello Stato (qui l'articolo del Corriere della Sera).

Non credo che l'italiano di Di Pietro sia così cattivo da renderlo incomprensibile ai più, penso quindi che la mancata comprensione sia intenzionale. E che la scorretta interpretazione delle sue dichiarazioni abbia il fine di giustificare il suo isolamento politico.
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Trascrizione del video dell'appello di Antonio di Pietro al Presidente della Repubblica:

Io voglio lanciare un appello al Presidente della Repubblica: Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando qui, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Le spiego cosa é successo poco fa. Io credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince? E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversivi, degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi non vogliamo fare alcun ... noi la rispettiamo, noi abbiamo il senso delle istituzioni, noi vogliamo essere tranquilli. E allora se un cittadino qui, oggi ha messo un manifesto, uno striscione, avrà diritto di mettere uno striscione senza offendere nessuno, in cui dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge” perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, sull'oblio! Non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia, della criminalità che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso.