Testuggine

Testuggine é il nome di una operazione dei ROS contro la criminalità mafiosa che ha interessato (anche) il varesotto.

Preoccupante il fatto che si sia evidenziata una saldatura tra ndrangheta, rappresentata dalla ndrina dei Morabito, criminali comuni, malviventi legati alla banda della comasina e alla cosidetta mafia del Brenta, e (ex) criminali politici, delinquenti legati a formazioni neofasciste come Ordine Nuovo e i NAR, e anche un simpatizzante delle BR. Sembra che anche un elemento della squadra mobile di Milano facesse parte della combriccola.

Pare che la banda gestisse qualcosa come 15 chili di cocaina alla settimana. Le indagini per capire se vi sia un rischio eversivo sono ancora in corso.

Tra i personaggi vicini ai neofascisti coinvolti viene citato pure un varesino, tale Rinaldo Graziani, figlio di uno dei fondatori di Ordine Nuovo e nipote del Maresciallo d'Italia. Un bell'albero genealogico, non c'é che dire.

Un altro varesino coinvolto era probabilmente uno spallone, lo hanno beccato con 110.000 Euro in contanti che sembrano proprio fossero pronti a prendere la via della Svizzera.

Fonti: agenzia AMI, il mattino di Padova, antimafia duemila.

I boschi a sud

In fin dei conti penso che il miglior accesso ai boschi tradatesi sia quello più a sud. L'accesso avviene attraverso via Ai Ronchi, dietro al centro di Abbiate Guazzone, a due passi dal cimitero locale (che offre anche lo spazio per posteggiare, per chi giunga sul posto in macchina). Fra l'altro é anche l'unico accesso ben segnalato, grazie alla presenza dell'Osservatorio Astronomico, come si vede in foto.

Posteggiare al cimitero non é che sia una scelta ottimale, ma é l'unica alternativa al posteggiar lungo la strada. In teoria sarebbe presente anche un posteggio in corrispondenza all'osservatorio, ma é molto piccolo, e segnalato per essere riservato ai dipendenti dell'osservatorio stesso.

E' abbastanza seccante, dal mio punto di vista di pedone, che si debba camminare su una strada asfaltata aperta al traffico per giungere al bosco, ma alternative non ne ho trovate. In compenso ho avuto modo di notare una vera e propria targa esplicativa sul sentiero, l'unica che ho avuto modo di incontrare sul territorio tradatese, e che riporto qui a lato. Carina, anche se un po' criptica.

Siamo dunque su Tradate 3, a cui é stato dato anche il nome più orecchiabile di "Sentiero dei Ronchi", che dovrebbe avere una lunghezza di cinque chilometri scarsi, ma non si capisce cosa misuri questa distanza, dato che non ci si dice dove arriva, e incrociare altri sentieri, di cui nulla sappiamo se non la sigla in codice.

Una bella cartina della zona sarebbe utile, verrebbe da dirsi, ed effettivamente una la si trova poco più avanti, arrivati all'osservatorio.

E' la mappa che ho messo qui a lato, bella, però riporta solo la zona recintata dell'osservatorio che, fra l'altro é aperta solo nei giorni di festa. Quando son passato era chiuso e quindi dovrò rimandare la vista a questa area in data da destinarsi.

Si cammina ancora un po' e finalmente si entra nel bosco vero e proprio. E tutte le seccature restano dietro. Ad esempio, il cellulare non prende più, e già solo questa mi sembra un'ottima notizia.

Il bosco qui, in realtà, mostra bene la sua origine umana. I pini sono a distanza regolare, il che toglie un bel po' della poesia del paesaggio, ma vi sono comunque scorci che valgono la pena di essere assaporati, come quello che riporto nella quarta foto.

E camminare in una pineta é sempre piacevole, l'aria é leggera, i rumori della civiltà sono lontani, ci si può lasciar distrarre dall'ondeggiare degli alberi al vento.

Riassumendo: vale certamente la pena passare qualche ora nei boschi di Tradate in questa zona, grazie alla natura che s'é riappropriata alla grande del territorio.

Sarebbe bello se venisse fornito un miglior supporto alla visita per il turista occasionale. Un collegamento dal posteggio del cimitero di Abbiate alla rete dei sentieri - senza passare da vie asfaltate - sarebbe una bella cosa. Informazioni appropriate sulla zona, dove vanno i sentieri, e a che distanza sono le mete, sarebbero opportune. Aree dove il viandante si possa riposare un momento (un sasso, un tronco sgrossato) sarebbero bene accette.

Insomma, da fare per rendere il parco più accogliente ce ne sarebbe eccome. Ma tutto sommato una piacevole giornata la si può passare anche così.



Avviso ai naviganti

Ieri ho sentito dire da Silvio Berlusconi queste belle cose:

"Voglio dare un avviso ai naviganti: non permetteremo che vengano occupate scuole e università perché l’occupazione dei posti pubblici non é un fatto di democrazia ma di violenza nei confronti di altri studenti, delle famiglie e dello Stato ... Convocherò il ministro degli Interni e gli darò istruzioni dettagliate su come intervenire con le forze dell’ordine per evitare che queste cose succedano"

Le ho sentite al giornale radio 3, stavo facendo anche altro e quindi, anche se avevo capito che il senso fosse che (1) le scuole non vanno occupate (2) le scuole occupate verranno disoccupate con l'uso delle forze di Polizia (3) il buon Maroni non conta un marone, verrà convocato, riceverà istruzioni dettagliate che dovrà solo accertarsi che vengano eseguite come il capo chiede.

Leggo ora sulla Stampa questa dichiarazione del suddetto presidente del consiglio: "Non ho mai detto nè pensato che servisse mandare la polizia nelle scuole. I titoli dei giornali che ho potuto scorrere sono lontani dalla realtà"

Non ho letto i titoli dei giornali, ma l'interpretazione che ho dato mi pare la stessa dei titoli che ha letto il berlusca. Mi é venuto il dubbio di aver capito male. Una veloce ricerca in rete e ho trovato un video che mi convince che l'errore non sia mio.

Vedo semmai queste possibilità. Abbiamo un presidente del consiglio che non ricorda cosa dice. Abbiamo un presidente del consiglio che dice cose che non pensa. Abbiamo un presidente del consiglio che non é capace di comunicare cosa pensa.

In ogni caso direi che abbiamo un problema.

I magnifici dieci

Leggo che "la richiesta italiana di avere più tempo per approfondire il tema dei costi sulla riduzione dell'anidride carbonica, è stata condivisa da altri 9 Stati", però non riesco a trovare da nessuna parte quali siano. La Polonia dovrebbe essere uno, ma gli altri otto?

Si deve trattare di Paesi a bassa tecnologia, che vedono nelle misure anti-inquinamento una minaccia anziché una opportunità.

Tsunami

Ho trovato solo sulle agenzie adnkronos e asca la notizia che nella notte del 15 ottobre una vasta operazione di polizia denominata "Tsunami" ha portato all'arresto di una settantina di persone per reati che variano dalla associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti al riciclaggio.

Colpita la stidda e il clan Piscopo.

Arresti in Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e in Lombardia: Varese e Milano.

Mi sorprende (ma non troppo) di non aver trovato traccia di questa notizia sulle cronache locali.

Scorpione e dintorni

Un buon accesso ai boschi tradatesi si ha passando dal Bronx, dove per Bronx si intenda la zona di case popolari attorno a via Broggi.

Si sale per via Inzoli, lasciando alle proprie spalle la chiesa di Santo Stefano (come da foto); si attraversa una zona che ben rappresenta l'insensatezza dell'urbanistica locale, si arriva in via Frera, dove c'é un posteggio che potrebbe essere utilizzato da chi arrivi qui in macchina.

Ah, sia detto per inciso, non é che mi sono sbagliato, la seconda foto qui a fianco incredibilmente non é stata fatta a Quarto Oggiaro, ma a Tradate, sul limitare del Parco Pineta.

Si attraversa via Mayer e - paf - eccoci nel bosco.

Sentiero accreditato, si scopre, del nome TR1. Un sentiero largo, ma non percorribile da auto. E' strano pensare che la seconda e la terza foto siano state prese solo a pochi metri di distanza una dall'altra.

Siamo nella zona della cascina Scorpione e si vedono i lavori per il disastro ambientale che ha colpito la zona, molti alberelli a dimora, qualche cartello esplicativo su cosa sta succedendo.

Nonostante ciò é bello camminare da queste parti, e, uscendo dal sentiero, ci si può rallegrare con scorci piacevoli come quello nella quarta foto.

I cartelli sui lavori sono interessanti ma sarebbe ancor più utile uno che mostri il parco, che spieghi dove va TR1, che indichi quali altri sentieri ci sono.

Si cammina ancora un po' e il sentiero TR1 diventa via Villafranca, la strada sterrata che dalla provinciale per Appiano Gentile porta alla cascina omonima.

E perciò, invece di camminare su un sentiero vero e proprio, si cammina su una stradicciola (come da quinta foto) per venire impolverati dal traffico locale.

Non essendo un entusiasta dei gas di scarico, mi sono dedicato allora al fuori pista, ho preso un sentierino laterale non segnalato e mi sono tuffato nel bosco. La compagnia non mancava, è stagione di funghi e castagne, ma non mi sentirei di consigliare a non nativi di fare lo stesso.

Perdere l'orientamento in un bosco dopotutto non è difficile. E metti un qualche imprevisto (un acquazzone, una storta, ...) il divertimento si può trasformare facilmente in una seccatura (anche senza arrivare ad estremi stile Blair Witch Project).

Se si resiste alla tentazioni del bosco e si prosegue lungo via Villafranca, si giunge all'incrocio con un altro sentiero segnalato, a cui é stato dato il nome di TR2. In realtà si tratta di via Pracallo, ovvero, un'altra strada bianca con relativo traffico automobilistico. In teoria, come da dettaglio della cartinetta che ho strategicamente piazzato a chiusura del post, da TR2 ci sarebbe una deviazione probabilmente più interessante che porta a sud lasciando la strada ma o mi è sfuggita o non c'é proprio.

Poco di interessante da segnalare su TR2, se non l'indicazione che ho immortalato in foto, che ci spiega come il sentiero sia percorribile in entrambe le direzioni. Credo che sia il massimo si possa ottenere su TR1/2 come informazioni.
Risalendo si torna su via Mayer, ad Abbiate, poco distante dalla chiesetta di Nazaro&Celso.

L'idea che verrebbe naturale, farsi un circuito TR1/TR2/via Mayer non sarebbe neanche male, se non fosse quasi più adatto ad essere fatto in auto che a piedi. Meglio limitarsi a restare nella zona della cascina Scorpione, piuttosto.

Bello sarebbe se la zona tra TR1 e TR2 fosse sviluppata con alcuni veri sentieri, solo per pedoni, che la rendessero più facilmente agibile alla visita.


Alma Redemptoris Mater

Domenica scorsa (il 12 Ottobre 2008, ore 16,45) ho partecipato al concerto per organo che si é tenuto alla chiesa del crocifisso qua a Tradate.

Due piccioni con una fava, ne approfitto per parlare dell'evento e del santuario, che credo sia l'edificio più interessante che abbiamo in città, in un unico post.

A me la cosa che piace di più del crocefisso è quella mezza dozzina di archi che si possono vedere in foto, ma penso che anche l'interno valga la pena di una visita. Gli amanti del brivido possono contare anche su una piccola collezione di reliquie. L'ambiente é raccolto (si tratta davvero di una chiesetta) ma piacevole. Peccato sia quasi sempre chiusa o, almeno, io l'abbia trovata aperta molto raramente.

Il concerto era dunque una occasione sia per sentire della musica per organo, cosa che non capita tutti i giorni, sia per passare un'oretta al crocefisso. Strano, mi vien da dire, che ad approfittarne siamo stati solo in una dozzina. Anzi, tolti l'organista, amici, parenti, il prete, una vecchina che mi sembrava un poco stupita di sentire l'organo in funzione, e che penso fosse lì solo per pregare, direi che il pubblico reale fosse ridotto a non più quattro gatti.

Non sono un appassionato del genere, magari mi sbaglio, ma l'organo non m'é parso eccelso, e anche il programma (probabilmente per lo stesso motivo - scarsa conoscenza del genere) non m'ha entusiasmato. Sono stati eseguiti da Giusy Tunici (che direi si sia comportata adeguatamente) pezzi di Frescobaldi, Bossi, Buxtehude, Pachelbel. Per me tutta cose nuove. Fortuna che il bis é stato un Bach, un pezzo anch'esso a me ignoto, ma almeno lo stile lo conoscevo e sono riuscito così ad apprezzarlo più dei precedenti.

Commento finale: peccato. Peccato che non si valorizzi di più la musica e la chiesetta. Peccato che tra i miei concittadini ci siano così pochi che se la sentano di assistere ad un concerto di organo.

I boschi a nord

In teoria è facile raggiungere i boschi partendo dal centro di Tradate: basta camminare verso est e praticamente non si riesce a evitare di finirci in mezzo. In pratica, se si vuole fare una camminata decente, conviene fare un po' più di attenzione.

Il primo accesso che ho provato, infatti, non s'è rivelato essere una buona alternativa. Ho preso infatti via Cappuccini, con l'intenzione di trovare un passaggio che mi portasse verso Venegono Inferiore. La strada é piacevole, poco trafficata, si può anche mostrare al turista, come la si vede qui in foto, la cappella dei Cappuccini (da cui il nome della via), raccontare che è memoria di uno dei pochi eventi laicisti - direi quasi l'unico - delle nostre parti (pare che sia stata eretta in seguito alla distruzione del monastero ad opera dei napoleonici, per contenere i residui dell'ossario cappucciniano); il problema è che non c'è un gran accesso ai boschi da questa parte, tra case e aziende agricole c'è poco da fare.

In pratica non si può fare altro che andare avanti sulla via, fino a raggiungere la provinciale per Appiano Gentile e solo da qui é possibile entrare nel bosco vero e proprio. Sulla carta del Parco (che ho incluso nel precedente post sull'argomento) la parte alta di via Cappuccini é indicata come sentiero VI1-TR1 (la connessione con TR1 o non esiste o mi é sfuggita), dalla provinciale parte il sentiero VI1, solo nella prima parte un poco accidentato. Giunti a Venegono si può o girare sui propri tacchi e tornare da dove si é venuti o prendere la strada provinciale che riporta a Tradate passando per l'ospedale.

A vantaggio di questo percorso posso dire che VI1 é un piacevole sentiero, e in genere ben segnalato, come da foto. Per il turista che giunga sul posto in macchina, poi, c'é la possibilità di posteggiare la macchina in un vero posteggio, presso le scuole medie in via Manzoni e non in una qualche maniera ai bordi di una strada (la soluzione comunemente adottata, ohimè).

Gli svantaggi sono però molti:
  • via Cappuccini é fatta più per le auto che per i pedoni o, almeno, chi ci passa in macchina la pensa così.
  • L'incrocio tra via Cappuccini e la provinciale per Appiano é presidiato da prostitute. Io sono riuscito a rompere il blocco per la fortunata (per me) circostanza di essere capitato sul posto insieme ad una macchina dei carabinieri che ha fatto fuggire le medesime. Ho assistito en passant al triste spettacolo dell'identificazione del cliente, un tale sulla trentina, una ragazzotto come tanti, che ho sentito parlare in un buon italiano, con cadenza locale.
  • A causa del punto precedente, la zona dell'incrocio, per qualche decina di metri d'attorno é cosparsa di immondizia.
  • La parte tradatese di VI1 non é curata, e bisogna scavalcare numerosi alberi caduti per poter proseguire; la terza foto del post mostra uno di questi passaggi.
  • Arrivati a Venegono l'alternativa più logica (prendere la provinciale) é la meno consigliabile. O meglio, sarebbe la meno consigliabile se non valesse quanto detto sopra. Occorre percorrere alcune centinaia di metri in territorio tradatese, tra il confine comunale e l'ospedale, sulla strada, a ridosso del guard-rail - sperando di incontrare poco traffico.
Dunque, il risultato finale é che questo percorso non é praticabile. Io, se ne avessi il potere, farei un paio di interventi:
  • Piazzerei un paio di cartelli, di quelli che dicono che la zona é videosorvegliata, nell'incrocio tra via Cappuccini e la provinciale per Appiano. Non ci sarebbe bisogno di farne di nuovi, sposterei quelli messi a presidio delle campane per la raccolta del vetro. E magari ci metterei davvero un paio di web-cam. Farei dare una bella ripulita all'area, facendo tornare ben praticabile VI1. E a questo punto varrebbe la pena di metter lì una cartina del parco e magari anche un paio di panchine.
  • Chiuderei il circuito rendendo possibile tornare da Venegono a Tradate senza dover camminare sulla provinciale, allo scopo sarebbe bello aprire un sentiero parallelo al Fontanile; in subordine si potrebbe almeno mettere un marciapiede sulla strada tra l'ospedale e il confine con Venegono. Da qui si potrebbe rendere più praticabile la connessione con VI1. Noto per inciso che l'accesso al parco che si trova a questo punto é in uno stato deplorevole, c'é una piccola discarica abusiva (quarta foto) e dei bambinoni usano l'area per giocare alla guerra, come si vede dall'ingenuo cartello (quinta foto) con cui hanno marcato l'ingresso sulla strada.
Viste come stanno le cose, sconsiglierei dunque di passeggiare in quest'area partendo da Tradate. Potrebbe essere invece una buona idea partire da Venegono, e fare l'anello principale di VI1, che resta tutto nel loro territorio comunale. Penso che lo proverò in futuro.

Non siamo noi che siamo razzisti...

Notizia ansa di oggi, una dichiarazione dagli alti vertici dello Stato:

"Non credo nel nostro Paese esista razzismo, non é nel nostro Dna dove ci sono invece accoglienza e solidarietà" E fin qui sembra solo una uscita bizzarra, ma ora viene il peggio: "Altra questione sono le frange capaci di episodi come l'omicidio della Reggiani. Questi fenomeni vanno tenuti sotto controllo"

Insomma, non siamo noi che siamo razzisti, sono loro che sono romeni.

Bellezze locali

Una amica di passaggio m'ha chiesto cosa ci fosse da vedere a Tradate. Niente, ho risposto io. Come niente, fa lei, ma non è possibile.

Aveva ragione lei, non è possibile, siamo in Italia, il Paese che possiede la gran parte del patrimonio architettonico mondiale, bellezze naturali mozzafiato, e dove millenni di cultura hanno lasciato ovunque straordinarie tracce.

E quindi anche il mio paesotto, nel suo piccolo, qualcosa da offrire al turista casuale ce l'ha.

Il nostro piatto forte sono, a mio parere, i boschi. Non c'ho portato l'amica - era già sera - ma le ho promesso di portarcela in occasione di un suo futuribile ritorno. E nel frattempo ho fatto qualche sopralluogo.

In una serie di post a seguire i risultati della ricerca sul campo, qui invece faccio un po' di teoria, ovvero segnalo un paio di link utili:

Il sito ufficiale del Parco Pineta (dove ho trovato la mappa dei sentieri, che ho piazzato qui sotto)
Il Parco Pineta all'interno del portale dei parchi italiani



E annoio il lettore con alcune considerazioni generali:

Evidentemente il Parco non é considerato come una risorsa dai nostri ammistratori. Non ho visto cartelli che indicassero come raggiungerlo, dove posteggiare, cosa fare. Nulla. Le uniche segnalazioni che ho visto in materia indicano come raggiungerne la sede (a Castelnuovo) e, volendo, l'osservatorio astronomico (ma perché non aiutare chi non sa che l'osservatorio é in mezzo ai boschi? Basterebbe aggiungere sul cartello "Ronco del Parco" - nome della località - per dare almeno un indizio al turista sbadato)

I sentieri nel Parco sono mal segnalati. Difficile trovarli per chi non si sia informato preventivamente, difficile muoversi nei boschi per chi non conosca già la zona (e anche per chi la conosce - nel mio camminare ho spiegato a un fungiatt perplesso che eravamo vicini al cimitero d'Abbiate, lui pensava fossimo dalle parti della cascina Scorpione). Farebbe comodo che la mappa qui pubblicata fosse appesa nel parco (col classico pallino rosso "voi siete qui"). Dico, non ogni cento passi, ma agli ingressi, e magari in tre o quattro punti topici all'interno del settore tradatese del Parco.

Gran parte dei sentieri sono in realtà strade. Asfaltate o sterrate, ma comunque percorse da automobili. Non é piacevole camminare in queste condizioni. Sarebbe bello si marcassero anche altri sentieri, veri sentieri, solo per non motorizzati.

Una panchetta ogni tanto non vogliamo mettercela? Intendo roba di fattura molto grezza, adeguata ad un parco boschivo: un tronco rozzamente piallato, un sasso abbastanza liscio, niente di più. La spesa sarebbe minima, e il turista avrebbe modo di riposarsi un po' dalle sue fatiche.

Ho visto poca immondizia abbandonata nel parco. Almeno nelle zone che ho visitato c'é un gran miglioramento rispetto a quello che ricordo succedeva in passato. Solo dopo l'ospedale, quasi a Venegono, e vicino all'incrocio tra via Cappuccini e la strada provinciale per Appiano Gentile ho trovato una situazione piuttosto disgustosa.

Riassumendo, credo che il Parco sia una grossa opportunità per Tradate, non capisco perchè si faccia davvero poco per superare i pochi problemi, tutto sommato marginali, che ci sono.

Expo: una occasione d'oro

L'Expo a Milano nel 2015 sarà una occasione d'oro, anche dalle nostre parti. La domanda é: per chi? Questo articolo sul Corriere da alcuni dettagli interessanti.

Un passo che coinvolge il varesotto: "... politici e cosche calabresi; di collusioni; di manovre per mangiare insieme sulle grandi opere, le grandi opere dell'Expo. Cosche e politica La Dda, la Direzione distrettuale antimafia, già lavora sulle mani della 'ndrangheta nei cantieri della Tav. Ora, alla Dda arriverà il fascicolo aperto dalla Procura di Busto Arsizio. Tema: incontri e telefonate tra Massimiliano Carioni (consigliere provinciale a Varese) e Vincenzo Giudice (consigliere comunale a Milano), con Giovanni Cinque. Cinque è legato alla cosca Nicoscia-Arena, di Isola di Capo Rizzuto."

Ma meglio mi pare questo pezzo uscito sulla Stampa, da cui cito:

"... Giovanni Cinque, un rappresentante della potente cosca degli Arena di Isola di Capo Rizzuto (Crotone). ... sotto osservazione per un traffico di stupefacenti nella provincia di Varese. Sua spalla, un altro pregiudicato legato alle 'ndrine calabresi, Francesco Franconeri ... relazioni con esponenti politici locali. Come con il candidato al Consiglio provinciale di Varese Massimiliano Carioni di Forza Italia, e poi con il consigliere comunale di Milano, Vincenzo Giudice ... Chissà se Carioni o Giudice hanno capito quale stinco di santo é Giovanni Cinque. Chissà se lo hanno capito il presidente del Cda dell'Aler (Aziende Lombarde di Edilizia Residenziale) di Varese, Paolo Galli, o l'imprenditore campano Francesco Salvatore."

"... Massimilano Carioni ... elezioni del 13 e 14 aprile 2008 ... ottiene una valanga di voti. Quattromila. Grazie anche a Giovanni Cinque, rappresentante di quei calabresi immigrati a Somma Lombardo che sono pur sempre elettori. Anche Cinque, dopo il successo, festeggerà l'elezione."

"... Per Expo 2015 é fatta. Se ne parla negli incontri nei bar, nei locali pubblici. Giovanni Cinque intrattiene Paolo Galli, presidente del Cda dell'Aler (edilizia residenziale) e Francesco Salvatore, imprenditore edile e nel campo dell'informatica, sulle opportunità che si aprono con l'evento che si realizzerà."

Altri dettagli in questo articolo sulla Stampa:

"... Massimiliano Carioni, consigliere provinciale della Pdl a Varese e assessore all'Urbanistica a Somma Lombardo, non nega di aver conosciuto l'imprenditore in odore di 'ndrangheta: Giovanni Cinque l'ho incontrato, mi e' stato presentato come sostenitore del Pdl. Per me non ha organizzato nulla. Che c'entro io con l'Expo? Cado dalle nuvole"

Non tollero la violenza

Molti anni fa un mio compagno di scuola, in genere mansueto, si esibiva di tanto in tanto in uno sciocco numero da avanspettacolo: afferrava per il bavero il suo vicino di banco e si metteva a sbraitare senza motivo "IO NON TOLLERO LA VIOLENZA! Questo non me lo dovevi fare! Perchè lo sai che IO NON TOLLERO LA VIOLENZA!" Inutile dire che la scenetta risultava abbastanza comica, si rideva, il violento non violento si scusava col vicino e tutto finiva lì.

Mi viene in mente questo aneddoto insignificante perchè leggo su altratradate, tra i commenti al post, questa idiozia firmata "Anonimo":

gli ebrei proprietari di terreni in Tradate (NON SONO RAZZISTA, chiaro???) sono ebrei, mercanti abilissimi. Lo sappiamo!

Caro anonimo, non solo sei razzista, ma sei pure, come direbbe un anglofono, "in denial", ovvero sembra che tu ti renda conto che il razzismo sia una sciocchezza ma superi bellamente il problema negando (e negandoti, probabilmente) che il tuo sia razzismo. Mi verrebbe pure da dirti, se ti conoscessi e avessi modo di dirti certe cose, di non attribuire ad altri quel che pensi di sapere tu, quel "lo sappiamo!", insomma, tientelo per te.

Ma non ce l'ho tanto con te, quanto con chi ti conosce e non ti dice quel che ti meriti [cfr. Petrolini: "Non ce l'ho con te, ma con quello che ti sta accanto, perchè non ti butta giù"].

D'altronde, anonimo, non sei il solo. Ho sentito oggi del ragazzetto italocinese a cui una banda di teppistelli ha spaccato la faccia, e dei loro genitori che sostenevano non si trattasse di razzismo, come non è razzismo, pare, ammazzare un tale dandogli dello "sporco negro".

Pare dunque che per molti italiani il razzismo sia qualcosa di diverso dall'attribuire in senso spregiativo ad un determinato gruppo di individui una caratteristica comune, e attaccarli, a parole o fatti, per la loro appartenenza a quel gruppo. Mi piacerebbe solo sapere cosa mai è razzismo secondo voi.