L'oggetto misterioso

Sabato scorso, cammino in lungo e in largo per l'isola di Kärsön, occupata quasi completamente da un bosco lasciato a se stesso. Una rete di sentieri ben segnalati la attraversa, ed è pure un piacere perdersi, sapendo che, comunque, più di tanto non ci si potrà allontanare dalla propria meta . Molti (si fa per dire molti, difficile incontrare folle da queste parti, data la densità abitativa) astuti nativi arrivano sull'isola via acqua, in canoa, o in barca. Attraccano e si mettono a passeggiare nei dintorni. Così allo sprovveduto turista possono capitare incontri bizzarri come quello che è capitato a me. Camminavo da una mezzoretta senza incontrar anima viva, quando vedo un biancheggiar di carni tra la verzura, procedo lungo il sentiero e vedo che mi sta venendo in contro una svedese in costume da bagno, ciabatte da mare e telefono cellulare. E basta. Ricambia il mio "hey" con naturalezza (il mio, invero, non m'è venuto molto naturale) e prosegue nel suo cammino. Mah.

Ancor più strano... o meglio, una stranezza diversa m'è capitata quando ormai stavo per completare il periplo dell'isola. Cammina, cammina, giungo in vista di uno strano oggetto. Di cui la foto che segue. (A chi si chiedesse perchè non ho allegato invece foto della svedese sopracitata, rispondo che questa effettivamente è una buona domanda)

oggetto misteriosoLo guardo, lo tocco, tiro le catene. Non ne capisco l'uso o il senso. Ci giro attorno, lo guardo da diverse angolazioni. Ne resto sempre più perplesso. Altro che cerchi nel grano. Questo sì che è un mistero.

Mi allontano pensando ad un qualche rituale barbarico dei locali, che magari festeggiano il solstizio d'estate danzando intorno a questo strano robo, ed incappo in un altro di 'sti cosi. E poco dopo un terzo. E poi un quarto ... la faccio breve, si tratta di una lunga teoria di questi pali catenati, numerati dall'1 al 18.

Non so quanto ci avrei messo a capire di cosa si trattasse, se non avessi incontrato, alla "buca" 15 una coppia di giocatori che tiravano uno dei loro freesbee contro il palo. Le catene rallentano il disco che, se cade dentro il cestello, conclude il suo tragitto.

Non me lo sarei mai aspettato, vedo molti campi da golf da queste parti, e mi avevano detto che qui se ne fanno varianti bizzarre, ma il golf-freesbee è stata per me una vera sorpresa.

Sotto il sole giaguaro

... o sarebbe meglio dire sotto il sole lince, che in Svezia di giaguari non credo ce ne siano mai stati molti.

Comunque. Giornata di gran caldo oggi a Stoccolma, così ne ho approfittato per fare una cosa che ogni buon brommese, per quanto in adozione temporanea come il sottoscritto, non può evitare di fare, ovvero andare al palazzo della regina, che è davvero qui dietro.

Io, per andare a Drottningholm, ho preso il tram, ma ci si può andare con praticamente ogni mezzo. Il turista medio ci va col traghetto, per dire.

Trascuro di allegare le solite foto da cartolina ... tranne una. Fatta da Kärsön, ovvero dall'isola di fronte e che, per il mio gusto, vale da sola il viaggio.

Fondo corsa

Caldo estremo quassù a Bromma. Almeno secondo gli standard locali.

Il termometrone in piazza già dalle otto del mattino s'è inchiodato sui trenta gradi - il massimo previsto sia in negativo che in positivo - e ...


... quando sono ripassato sei ore dopo, era ancora allo stesso punto.

Trash

Passeggiavo pigramente domenica nel primo pomeriggio per una Tradate abbandonata ai rari perdigiorno (come il sottoscritto), a qualche brutto ceffo, e ad alcune presunte (da me) badanti slave, per fare le foto al mio paesello che si possono vedere nei post precedenti, e meditavo sui festeggiamenti per i cinquant'anni di Tradate città. Arrivato in paese la sera precedente, avevo infatti sentito un tale copiare Fiorello che imitava Frank Sinatra che cantava New York, New York, e avevo appreso che ciò era parte dei suddetti festeggiamente, che comprendevano anche chicche come quella della sera precedente: Ballerine (simil)brasiliane!
Mi chiedevo che senso avesse tutto ciò quando ho visto un accostamento (forse involontario) che mi ha chiarito le idee:

Deve essere la linea ufficiale dell'amministrazione comunale: il paradosso.
Accumulare immondizia in centro città per spingere i cittadini a vedere quanto sia disgustosa e quindi ridurla.
Funzionerà? Io temo che vedere (e sentire, annusare) immondizia, porti all'assuefazione, entri a far parte del nostro panorama visivo (e auditivo, olfattivo) e si finisca per accettarla come normalità.

Spuntano come funghi

Un altro tema di cui si parla spesso su l'altra Tradate è dell'espansione edilizia che sta facendo crescere il nostro paesotto a dismisura. Ad esempio, dietro la stazione, al posto di una vecchia fabbrica, ora cresce questo:

L'immondizia non c'è più

Una buona notizia è sicuramente che l'immondizia è stata finalmente rimossa sia dal lato A:
Che sul lato B:
E che quindi l'immonda installazione è definitivamente archiviata. Sospiro di sollievo.

Un benedetto posteggio

A proposito dei posteggi persi in via Santo Stefano, devo dire che la riorganizzazione della strada non l'ho trovata entusiasmante. Gli alberelli nello scatolone in legno mi paiono deprimenti - ma questa è evidentemente un mio problema. La scomparsa del marciapiedi vicino al sagrato della chiesa, sostituito da una asfaltatura con gli ormai conosciutissimi fallici paracarri, invece mi sembra una disgrazia incontestabile.
Il posteggio in piazza Braschi (mi pare che domenica sera venisse benedetto e nominato diversamente, ma mi sono perso la cerimonia) invece mi pare un lavoro utile. Ho letto di sfuggita sul giornaletto ufficiale del Comune che sarebbe costato il 30 percento in meno, e se ciò fosse vero, sarebbe un'altra bella notizia. Solo che non ho capito rispetto a cosa sia costato di meno, e questo mi lascia un poco perplesso.

L'erba del vicino

Domenica ho fatto una rapida puntata al mio paesello natio, e ne ho approfittato per vedere di persona qualche fatto citato dal blog alternativo cittadino, e quindi scattare qualche foto.

La pista di pattinaggio: non ho avuto il piacere di vederla in opera, anche se temo non sia stata all'altezza di quelle che si trovano a Stoccolma (ma bella forza, qui in inverno si fa fatica trovare un posto dove non si pattina!) però devo dire che quel che ne resta oggi, in piena estate, non è davvero un bello spettacolo.


All'impronta

Leggo sull'Ansa l'ennesima dichiarazione che, direi improntamente, attribuisce alla misura del nostro governo di schedare i bambini di etnia rom lo scopo di "garantire che possano andare a scuola per ricevere un'educazione, come tutti gli altri bambini italiani".

Noto che le cronache degli ultimi giorni hanno riportato con una certa rilevanza (almeno a livello varesotto) il triste caso di un ragazzotto che a scuola proprio non ci va. Lui dice di studiare da privatista - anche se qualcuno mormora che sia invece costretto dal suo babbo a seguirlo nel suo peregrinare da una piazza all'altra - ma ciò non è evidentemente sufficiente, e non riesce a prendere uno straccio di diploma.

A dire il vero, non sono certo di cogliere il nesso tra il fatto di essere schedati e quello di garantire una normale educazione, ma se questo può aiutare il povero Renzo Bossi a finire il liceo, che diamine, lo si schedi.

Raccolta differenziata

Su alcune cose gli svedesi sono più avanti di noi, non vedo come si possa negarlo.

Pensiamo all'immondizia, per esempio. Come fare in modo che lo sporcaccione di turno non butti il vetro tra la carta, l'indifferenziata tra i metalli, o l'umido col vetro?

La soluzione finale scandinava al tormentoso problema è questa: ogni singolo rifiuto viene vagliato da un addetto che lo certifica come compatibile prima di accettarlo.

Siamo ancora a livello sperimentale, gli esperti locali mi dicono che ci sono alcuni problemi non trascurabili da risolvere, e non si nascondono che ci vorrà del tempo prima di poter implementare questo sistema su grande scala, ma i primi risultati sono confortanti e vale la pena di illustrarli con una immagine che, si sa, val più di mille parole.

Mille anni di gioco dell'oca


Immortalata nella foto, la pietra runica di Bromma. Dopo averla scrutata con attenzione, sono sempre più convinto che si tratti di una versione medioevale di un gioco di società.

La pioggia prima che cada

Da La pioggia prima che cada di Jonathan Coe p.163 (trad. Delfina Vezzoli - Feltrinelli Editore):

Erano più di dieci anni che non viaggiavo su queste strade. Sembravano assolutamente familiari; e allo stesso tempo assolutamente estranee e lunari. Non riuscivo a conciliare queste due sensazioni. Ricordo questo sentimento - questo pensiero - con estrema chiarezza. La consapevolezza che a volte é possibile - se non necessario - coltivare idee contraddittorie; accettare la verità di due cose che si contraddicono a vicenda. Stavo solo iniziando a capirlo: a riconoscere che questa é una delle condizioni fondamentali della nostra esistenza. Quanti anni avevo? Trentatré, ne avevo. E dunque sì: si può dire che avevo appena cominciato a crescere.

Leggere con leggerezza

Lettura interessante questa: Bart D. Ehrman - Gesù non l'ha mai detto Mondadori 2007 sulle difficoltà di interpretazione del Nuovo Testamento. Interessante a partire dal titolo, che in originale suona Misquoting Jesus, con una ben diversa enfasi (il titolo italiano mi pare strizzi l'occhio al Codice da Vinci).

Una citazione interessante è questa (pp.249, 250):

All'inizio credo di avere avuto un'idea piuttosto ingenua della lettura, secondo la quale lo scopo di leggere un testo é unicamente di lasciare che esso "parli da sé", scoprendo il significato inerente alle sue parole. La realtà, ne ho preso atto, é che il significato non é inerente e in testi non parlano da sé. Se lo facessero, chiunque leggesse un testo in modo onesto e aperto concorderebbe su ciò che esso dice. Ma le interpretazioni diverse abbondano e i lettori non sono d'accordo su ciò che uno stesso testo significa.

[...] I testi non si limitano a rivelare il proprio significato a chi li studia con onestà, ma vengono interpretati da esseri umani che (proprio come i loro autori) vivono e respirano, e possono trovarvi un senso solo spiegandoli alla luce di altre conoscenze, chiarendone il significato e illustrandone le parole "con altre parole".
Così facendo, tuttavia, i lettori modificano le parole originali. Durante la lettura di é obbligati a farlo. Non si tratta di un processo che si possa decidere di fare o non fare, quando si scorre un testo: per comprenderne il significato occorre leggerlo, per leggerlo occorre esprimerlo con altre parole, per esprimerlo con altre parole occorre avere altre parole con cui esprimerlo, per avere altre parole con cui esprimerlo occorre avere una vita propria, per avere una vita propria occorre avere desideri, brame, esigenze, mancanze, convinzioni, prospettive, visioni del mondo, opinioni, simpatie e antipatie e tutte le altre cose che rendono umani gli esseri umani. Perciò leggere un testo significa necessariamente modificarlo.


Torniamo alle pp. 14, 15 - dove l'autore ricorda le prime piccole dissonanze che trovò nei vangeli:

In Marco 2 [viene citato un fatto che ha per protagonista re Davide] "al tempo del sommo sacerdote Abiatar", [...] se si consulta il passo dell'Antico Testamento citato da Gesú (1 Sam 21,1-6) si scopre che l'episodio di Davide era avvenuto non quando era sommo sacerdote Abiatar, ma quando lo era Achimelec, suo padre.

[...] se poteva esistere un piccolo, insignificante errore in Marco 2, forse potevano esistere errori anche altrove. [...] in Marco 4, Gesú dice che il granello di senape é "il piú piccolo di tutti i semi che sono sulla terra", non era necessario che io trovassi una spiegazione fantasiosa per tale affermazione, che sapevo benissimo non corrispondere alla realtá.
E forse gli "errori" riguardavano anche questioni piú importanti. [...] Gesú fu crocifisso il giorno dopo il pranzo della Pasqua ebraica (Mc 14,12; 15,25) [o] il giorno prima [...] (Gv 19,14) [...]
Giuseppe e Maria tornarono a Nazareth poco piú di un mese dopo che erano venuti a Betlemme [...] (Lc 2,39) [o] fuggirono in Egitto (Mt 2,14-22) [...]
Paolo [...] dopo la propria conversione sulla via di Damasco non andó a Gerusalemme ... (Gal 1,16-17) [o] fu la prima cosa che fece dopo aver lasciato Damasco (At 9,26)


Marco 2:

25 Ma egli disse loro: "Non avete mai letto ciò che fece Davide, quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e quelli con lui?

26 Come egli entrò nella casa di Dio, al tempo del sommo sacerdote Abiatar, e mangiò i pani di presentazione che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche a quelli che erano con lui?".

1Samuele 21

1 Davide si alzò e partì e Giònata tornò in città.
2 Davide si recò a Nob dal sacerdote Achimelech. Achimelech, turbato, andò incontro a Davide e gli disse: «Perché sei solo e non c'è nessuno con te?».
3 Rispose Davide al sacerdote Achimelech: «Il re mi ha ordinato e mi ha detto: Nessuno sappia niente di questa cosa per la quale ti mando e di cui ti ho dato incarico. Ai miei uomini ho dato appuntamento al tal posto.
4 Ora però se hai a disposizione cinque pani, dammeli, o altra cosa che si possa trovare».
5 Il sacerdote rispose a Davide: «Non ho sottomano pani comuni, ho solo pani sacri: se i tuoi giovani si sono almeno astenuti dalle donne, potete mangiarne».
6 Rispose Davide al sacerdote: «Ma certo! Dalle donne ci siamo astenuti da tre giorni. Come sempre quando mi metto in viaggio, i giovani sono mondi, sebbene si tratti d'un viaggio profano; tanto più oggi essi sono mondi».

Marco 4, 31: Esso è simile a un granello di senape che, quando è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra;

Marco 14:

12 Ora, nel primo giorno della festa degli Azzimi, quando si sacrificava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a prepararti da mangiare la Pasqua?»

25 Era l'ora terza quando lo crocifissero.

Giovanni 19, 14: or era la preparazione della Pasqua, ed era circa l'ora sesta; e disse ai Giudei: «Ecco il vostro re»

Luca 2,39: Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret.

Matteo 2:

14 Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto,
15 dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Dall'Egitto ho chiamato il mio figlio.
16 Erode, accortosi che i Magi si erano presi gioco di lui, s'infuriò e mandò ad uccidere tutti i bambini di Betlemme e del suo territorio dai due anni in giù, corrispondenti al tempo su cui era stato informato dai Magi.
17 Allora si adempì quel che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:
18 Un grido è stato udito in Rama,
un pianto e un lamento grande;
Rachele piange i suoi figli
e non vuole essere consolata, perché non sono più.
19 Morto Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto
20 e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che insidiavano la vita del bambino».
21 Egli, alzatosi, prese con sé il bambino e sua madre, ed entrò nel paese d'Israele. 22 Avendo però saputo che era re della Giudea Archelào al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea

Galati 1:

16 di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani, subito, senza consultare nessun uomo,
17 senza andare a Gerusalemme da coloro che erano apostoli prima di me, mi recai in Arabia e poi ritornai a Damasco.

Atti 9,26: Venuto a Gerusalemme, cercava di unirsi con i discepoli, ma tutti avevano paura di lui, non credendo ancora che fosse un discepolo.


Alle pp. 74, 76 si legge così:

[É noto l'episodio in Giovanni della] donna "che era stata sorpresa in flagrante adulterio" [...] "Chi di voi é senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei" [...]
Malgrado la storia sia brillante, suggestiva e intrinsecamente affascinante, essa pone un altro, enorme problema: si dá il caso che in origine non rientrasse nel Vangelo di Giovanni. Anzi, non faceva parte di nessuno dei vangeli. Fu aggiunta da scribi di epoca successiva.
[...] l'episodio non si trova nei nostri migliori e piú antichi manoscritti del Vangelo di Giovanni, lo stile in cui é scritto é molto diverso da quello che troviamo altrove nel testo giovanneo [...] e comprende un gran numero di parole ed espressioni altrimenti estranee a tale vangelo.


Giovanni 8:

1 Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.
2 Ma all'alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.
3 Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo,
4 gli dicono: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.
5 Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?».
6 Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.
7 E siccome insistevano nell'interrogarlo, alzò il capo e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei».
8 E chinatosi di nuovo, scriveva per terra.
9 Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi. Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.
10 Alzatosi allora Gesù le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11 Ed essa rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù le disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».

Wiki:
Codex Sinaiticus
Codex Vaticanus

Alle pp. 77, 78 si parla dalla conclusione del Vangelo di Marco:

Si dice che lo stesso Gesù appare prima a Maria di Madgala, che va ad annunziarlo ai discepoli, senza però essere creduta (vv. 9-11), poi ad altri due (vv. 12-14) e, infine, agli undici discepoli [...]
É un brano formidabile, misterioso, commovente e potente. [...] Ma c'é un problema. Il passo in origine non era nel Vangelo di Marco. Fu aggiunto in seguito da uno scriba.


Marco 16

1 Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù.
2 Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole.
3 Esse dicevano tra loro: «Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?». 4 Ma, guardando, videro che il masso era già stato rotolato via, benché fosse molto grande.
5 Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura.
6 Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto.
7 Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto».
8 Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura.
9 Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni.
10 Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto.
11 Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere.
12 Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna.
13 Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere.
14 Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato.
15 Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.
16 Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato.
17 E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove,
18 prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».
19 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio.
20 Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano.


Impressionante l'analisi quantitativa che accenna a p.105:

[Il] numero complessivo delle varianti note al giorno d'oggi [varia tra] duecentomila [e] quattrocentomila o più [; conviene quindi] considerare la questione in termini comparativi: vi sono più variazioni fra i nostri manoscritti che parole nel Nuovo Testamento.

Alle pp. 106-109 elenca alcune modifiche non intenzionali:

["Signore" (Kurios) abbreviato ~ "tempo" (kairos)] Paolo esorta i suoi lettori a "servire il tempo"
["Spirito" (Pneuma) abbreviato ~ "bevanda" (poma)] Paolo dichiara che tutti hanno "bevuto una sola bevanda"
parablepsis (guardare di fianco) causato da un omeoteleuto (stesse desinenze)
somiglianza non di tipo visivo, ma di tipo uditivo [come in] Apocalisse 1,5 [si trova] "colui che ci ha liberati [lusanti] dai nostri peccati" [invece di] "ci ha lavati [lousanti] dai nostri peccati"

... e alle pp. 110-113 qualche modifica intenzionale:

[In] Matteo 24,36, dove Gesù predice la fine dei tempi dicendo: "Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre" [espunto "il Figlio"]
[Nel passo] "Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale é nato Gesù, chiamato Cristo" [nella versione ufficiale] non si dice che é il "figlio" di Giuseppe [ma per qualche scriba ciò] non sufficiente, e quindi [si scrive] "generò Giuseppe, cui, essendogli promessa, la vergine Maria partorì Gesù, detto Cristo"
[Inoltre vi é una] tendenza degli scribi ad "armonizzare" i passi dei vangeli

A p. 119 si cita la polemica tra Celso e Origene:

Già nel II secolo il pagano Celso aveva sostenuto che i cristiani lo modificavano [il Nuovo Testamento] a piacimento, come gente ubriaca, mentre il suo avversario Origene parlava di un "gran" numero di differenze tra i manoscritti dei vangeli

A p. 129 una bella citazione da Johann Albrecht Bengel:

"Proclivi scriptioni praestat ardua", la versione difficile deve essere preferita a quella semplice.

E alle pp. 131, 132 si cita l'interessante lavoro di Johann James Wettstein:

["Dio" (Theos) abbreviato in Theta Sigma ~ Omicron Sigma "chi"] Esaminando il Codex Alexandrinus Wettstein si accorse che la linea sovrastante era tracciata con un inchiostro diverso da quello delle parole circostanti e sembrava quindi dovuta a una mano posteriore [la versione originale] non tratta di Cristo come di "Dio reso manifesto nella carne", bensì di Cristo "il quale fu reso manifesto nella carne".
[Si é trovato che] altri passi di norma adottati per affermare la dottrina della divinità di Cristo [...] in realtà presentavano problemi testuali. [Risolti i quali] nella maggior parte dei casi i riferimenti alla divinità di Gesù vengono rimossi.


Matteo 24, 36:

Nuova Diodati: Quanto poi a quel giorno e a quell'ora, nessuno li conosce, neppure gli angeli dei cieli, ma soltanto il Padre mio.

CEI: Quanto a quel giorno e a quell'ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.


E concludo questo chilometrico post con i problemi indicati alle pp. 95, 96 sull'ostico concetto di Trinità:

[Il passo estratto dalla] Prima lettera di Giovanni 5, 7-8, denominato dagli studiosi "Comma giovanneo", [é] presente nei manoscritti della Vulgata latina ma non nella grande maggioranza dei manoscritti greci. Si tratta di un passo da tempo tra i preferiti dei teologi cristiani, essendo l'unico dell'intera Bibbia a delineare in maniera esplicita la dottrina della Trinità

[...] Sono in tre a recare testimonianza in cielo: il Padre, il Verbo, e lo Spirito, e questi tre sono una cosa sola; e sono in tre a recare testimonianza in terra, lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono una cosa sola. [...]

Senza questo versetto, la dottrina della Trinità deve essere dedotta da una serie di passi combinati per dimostrare che Cristo é Dio come lo sono lo Spirito e in Padre e che tuttavia esiste un solo Dio.
[Nei] manoscritti greci [la versione accreditata é la seguente]: "Tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono una cosa sola"


1Giovanni 5 (Nuova Diodati)

6 Questi è colui che è venuto con acqua e sangue, cioè, Gesù Cristo; non con acqua soltanto, ma con acqua e con sangue. E lo Spirito è colui che ne rende testimonianza, perché lo Spirito è la verità.
7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza nel cielo: il Padre, la Parola e lo Spirito Santo; e questi tre sono uno.
8 Tre ancora sono quelli che rendono testimonianza sulla terra: lo Spirito, l'acqua e il sangue; e questi tre sono d'accordo come uno.
9 Se noi accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è ancora più grande, poiché questa è la testimonianza di Dio che egli ha dato circa il suo Figlio.

(CEI)
7 Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza:
8 lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi.

Ci vuole un fisico bestiale

p.267: Nel 1900 il fisico teorico Max Planck, comprendendo che "a mali estremi, estremi rimedi", fece l'unica cosa possibile per spiegare lo spettro della luce emessa da un corpo incandescente: imbrogliò. Prima determinò l'espressione matematica che corrispondeva alla curva di luminescenza ottenuta negli esperimenti; una volta ricavata la formula che gli serviva, cominciò a cercare una sua giustificazione fisica. Dopo che ebbe provato vari modelli, l'unica soluzione che riuscì a immaginare e che gli dava l'equazione della curva di luminescenza richiesta comportava delle restrizioni all'energia degli atomi del corpo incandescente. Planck ipotizzò che in qualsiasi atomo gli elettroni possano avere solo dei determinati livelli di energia. Questa teoria fu chiamata fisica quantistica, dal latino quantum. A livello pratico la separazione tra livelli di energia adiacenti é molto piccola. E intendo dire davvero piccola [...] meno di cinquanta milionesimi di trilionesimo [dell'energia di una palla da tennis colpita con forza]. Questo dovrebbe darvi un termine di paragone la prossima volta che sentirete una pubblicità vantare l'ultima innovazione di un'auto o un detersivo, definendola un "salto quantico".

Il gatto di Schroedinger in molti mondi

p.291: Nel 1957 Hugh Everett III sostenne che, una volta chiuso il gatto nella scatola, si creano e su separano l'uno dall'altro due universi paralleli quasi identici: in uno, allo scadere dell'ora il gatto é morto e nell'altro é vivo. Ciò che facciamo quando apriamo la scatola non comporta il collasso della funzione d'onda, e il gatto non é al 50 per cento morto e al 50 vivo. Dopo un'ora invece non facciamo altro che determinare in quale dei due universi viviamo, se quello in cui il gatto vive o quello in cui muore.

La fisica dei supereroi - James Kakalios, (Lorenzo Lilli) Einaudi

Mobbing

da: Il metodo antistronzi - Robert I. Sutton, (F.Saulini) Elliot Edizioni

(pag.26,27) ... due test che utilizzo per determinare se qualcuno si sta comportando da stronzo:
Test n.1: Dopo aver parlato con il presunto stronzo, il "bersaglio" si sente oppresso, umiliato, sgonfiato o sminuito? In particolare, la vittima si sente a disagio con se stessa?
Test n.2: Il presunto stronzo sputa veleno sulle persone che hanno meno potere rispetto a lui, piuttosto su quelle che hanno piú potere?

(pag.28) ... gli strumenti che gli stronzi usano per fare il loro sporco lavoro.
1. Insulti personali
2. Invasione del "territorio" del prossimo
3. Contatto fisico non richiesto
4. Minacce e intimidazioni, sia verbali che non
5. "Battute sarcastiche" e "preso in giro" usate come scorciatoie per l'insulto
6. E-mail violente e distruttive
7. Attacchi allo status con l'intento di umiliare la vittima
8. Mortificazione pubblica o riti di "denigrazione sociale"
9. Interruzioni sgarbate
10. Attacchi ipocriti
11. Occhiatacce
12. Trattare qualcuno come se fosse invisibile

(pag.35, 36) ... Sono un convinto sostenitore del conflitto, anche quando sfocia in discussioni animate. [...] lo scontro costruttivo porta a una performance migliore, specialmente se i gruppi non svolgono un lavoro di routine. [..] quando i gruppi di lavoro entrano in conflitto sulle idee in un'atmosfera di rispetto reciproco, producono idee migliori e rendono di piú. [...] quando invece i componenti di un gruppo si scontrano a causa del risentimento o della rabbia, il rendimento e la soddisfazione crollano. In altre parole, quando qualcuno fa lo stronzo, l'intero gruppo ne risente.

(pag.44) il miglior indicatore del carattere di ognuno é la differenza tra il modo in cui tratta i potenti e il modo in cui tratta le persone qualunque.

(pag.70-72) Costo Totale degli Stronzi in azienda
Danni alle vittime e alle persone circostanti
- Distrazione dall'obiettivo: piú energie dedicate a evitare incontri spiacevoli, ad affrontarli e a scaricare le colpe; [...]
- Le minore "tranquillitá psicologica" e il conseguente clima di paura si ripercuotono negativamente sulle capacitá di iniziativa, di rischio, di apprendimento dai propri errori e da quelli altrui e di aperto confronto: quella dell'onestá, infatti, potrebbe non essere la politica migliore
- Mancanza di motivazione e di energia sul lavoro
- Malattie fisiche e psicologiche causate dallo stress
- L'esposizione prolungata alle prepotenze tende a trasformare le vittime in stronzi
- Elevato turn over provocato da abuso di capi e colleghi
- [...]

Gli svantaggi degli stronzi patentati
- Vittime e testimoni esitano ad aiutarli, a collaborare o a comunicare loro brutte notizie
- Rappresaglie da parte di vittime e testimoni
- Mancato sfruttamento del potenziale in azienda
- [...]

Conseguenze negative per i dirigenti
- Tempo impiegato per pacificare, calmare, consigliare o disciplinare gli stronzi
- Tempo impiegato per "rabbonire" i dipendenti [consulenti, ...] che ne subiscono le angherie
- Tempo impiegato per intervistare, assumere e formare nuovo personale in sostituzione degli stronzi o delle vittime che lasciano l'azienda
- Logoramento dei dirigenti che porta a minor impegno e maggiore stress

Costi legali e delle risorse umane
[...]

Quando comandano gli stronzi: effetti negativi sull'organizzazione
- Scarsi miglioramenti all'interno di sistemi consolidati
- Minore innovazione e creativitá
- Minore collaborazione e coesione interna
- Costi di rivalsa delle vittime nei confronti dell'azienda
- Scarsa collaborazione da parte di aziende e professionisti esterni
- Scarsa capacitá di attirare le persone piú efficienti e piú brillanti
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(pag.103) peggio dello scontro c'é solo la mancanza di scontro [...]
"Se hai ragione combatti; se hai torto ascolta"

(pag.111) [...] bisogna resistere alla tentazione di bollare come stronzo chiunque ci dia fastidio o abbia semplicemente avuto una brutta giornata. [...] andiamoci piano con l'etichettare qualcuno come stronzo patentato solo perché a volte fa lo stronzo o perché ha un aspetto burbero.

(pag.147-149) Sei uno stronzo patentato?
Quali sono le mie reazioni istintive di fronte agli altri?
1. Mi sento circondato da idiori e incompetenti e non posso fare a meno di farlo notare loro di tanto in tanto
2. Ero una persona tranquilla prima di cominciare a lavorare con questo branco di coglioni
3. Non mi fido delle persone che mi circondano e loro non si fidano di me
4. Considero i colleghi come miei concorrenti
5. Credo che il modo migliore di "salire in cima" sia buttare giú qualcun altro
6. Godo segretamente quando qualcun altro soffre o é in imbarazzo
7. Spesso sono geloso dei miei colleghi e ho difficoltá a essere sinceramente contento per loro quando hanno successo
8. Ho un gruppo ristretto di amici fidati e una lunga lista di nemici, e sono ugualmente fiero di entrambi

Come tratto gli altri?
9. A volte non riesco a trattenere il mio disprezzo per tutti gli sfigati e i coglioni che lavorano nel mio ufficio
10. Trovo utile guardare di traverso, insultare e avolte anche urlare in faccia agli idioti che lavorano con me. ALtrimenti non impareranno mai
11. Mi prendo tutto il merito per i risultati della mia squadra, [...] non andrebbero da nessuna parte senza di me
12. Durante le riunioni mi piace indirizzare commenti "innocenti" che non hanno altro scopo se non umiliare e gettare nello sconforto i destinatari
13. Sono sempre pronto a sottolineare gli errori altrui
14. Io non sbaglio mai. Quando qualcosa va male, la colpa é sempre di qualche idiota
15. Interrompo sempre gli altri perché quello che devo dire io é piú importante
16. Lecco sempre il culo al mio capo e alle persone importanti e mi aspetto lo stesso trattamento dai miei sottoposti
17. A volte le mie battute [...] sono un po' pesanti, ma [...] sono divertenti
18. Amo la mia squadra e loro amano me [...] chi non fa parte della mia squadra o non conta niente o é un nemico

Come rieagiscono gli altri nei miei confronti?
19. Quando parlano con me, le persone evitano di guardarmi negli occhi e si innervosiscono
20. Ho la sensazione che la gente sia sempre molto attenta a quello che dice in mia presenza
21. Le mie e-mail provocano sempre reazioni ostili, che spesso sfociano in battaglie di insulti
22. Gli altri esitano a darmi informazioni personali
23. Gli altri non sembrano divertirsi in mia presenza
24. Quando arrivo io, le persone reagiscono semre dicendo che devono andare via

(pag.154) quando non si riesce a sfuggire alle cause dello stress, cambiare il modo di vedere le cose che ci circondano, o ricontenstualizzare [reframing], puó aiutarci a limitare i danni

(pag.157) Tenete basse le aspettative, ma continuate a sperare che tutto andrá per il meglio una volta passata la tempesta.

(pag.160) passione, impegno e identificazione con l'azienda é del tutto corretto _per chi ha un buon lavoro_ e viene trattato con dignitá e rispetto. [...] L'autoconservazione a volte richiede l'atteggiamento opposto: imparare a coltivare l'indifferenza e il distacco emotivo.

(pag.183) fare lo stronzo [...] fa sembrare piú intelligente degli altri.

(pag.194) Come diventare uno stronzo efficace
1. Esprimere rabbia, e perfino cattiveria puó essere un metodo efficace per conquistare e mantenere il potere
2. Aggressivitá e intimidazione sono molto utili per sconfiggere la concorrenza
3. Se umiliate le persone per motivarle, [...] alternate agli insulti gli incoraggiamenti e le lodi
4. Create un "tandem velenoso"
5. Fare sempre e incondizionatamente gli stronzi non funziona

(pag.196-198) molti stronzi si affermano malgrado il loro comportamento meschino, ma ritengono, sbagliando, che la loro arroganza sia un elemento cruciale del loro successo
[...] ritengono che le tattiche utilizzate per conquistare il potere siano anche le piú adatte per guidare un gruppo o una azienda
[...] la vittima impara [...] a riferire solo le buone notizie [...]. Ció tende ad alimentare nello stronzo l'illusione dell'efficacia. [...] "fare la scena" quando il bullo la controlla [che] continua a pensare di essere un grande motivatore

(pag.203) Bastano pochi stronzi a rovinare la festa a decine di persone civili

Di che cosmo sei?

Da "Una fortuna cosmica" Paul Davies – Mondadori 2007

Conclusioni: spiegazioni ultime (pag. 329 e segg.)

a. L'universo assurdo (l'universo è come è, misteriosamente, e per puro caso consente la vita)
b. L'universo unico (descritto da una ancora ignota teoria del tutto)
b1. L'universo deve esistere necessariamente come è, non avrebbe potuto essere altrimenti
b2. L'universo avrebbe potuto essere differente
c. Il multiverso
d. Il progetto intelligente
e. Il principio vitale
f. L'universo autoesplicativo
g. Il falso universo

Squallore

Mi pare sia stato Achille Campanile ad esemplificare lo squallore come l'atto di aprire una scatola di sardine dalla parte sbagliata.

Nel caso dell'installazione-spazzatura, se la vista frontale ci ha fatto guadagnare qualche articolo di colore sulla stampa, la vista dalla parte sbagliata non ha avuto la stessa risonanza.

Chissà poi perchè.

In ogni caso, qualunque fosse lo scopo dell'installazione, non capisco quale sia la motivazione per tenere questa specie di discarica in pieno centro cittadino. Materiale di riserva in caso qualcuno scippi parte dell'opera? Istruire i cittadini sul come si gestisce l'immondizia?

Il lavoro nobilita l'uomo

... anche se nel mio caso sarebbe forse più corretto dire che lo mobilita. Perchè non che mi senta particolarmente nobilitato, mentre di movimento non posso negare che il lavoro me ne ha portato parecchio.

Domani prendo l'ennesimo aereo per Milano, via Amsterdam questa volta. Leggo che Easyjet volerà da Milano a Stoccolma con volo diretto e mi girano un po' le scatole a pensare che c'era un bel volo diretto Alitalia, sempre pieno, che è stato eliminato in modo inesplicabile con l'ultima potatura di voli.

Come giustamente dicono i manager di Easyjet, il volo risponde alle esigenze di collegamento diretto di una clientela in buona misura d'affari, ma con una componente leisure altrettanto significativa.

La città e i cani


Spesso a Stoccolma si tengono conferenze, manifestazioni, incontri internazionali. In quei giorni la città, che non è molto grande, viene letteralmente invasa dai partecipanti all'evento. Il world show che si tiene in questi giorni ha poi un impatto particolarmente divertente sulla città.

Mai visti così tanti cani tutti insieme.