Prospettive di un delitto

Un buon film d'azione del 2008, (titolo originale: Vantage point) non un capolavoro ma credo che agli appassionati del genere non dovrebbe dispiacere.

Per i dettagli rimando alla scheda su imdb, dove si possono vedere i dettagli su questo film di Pete Travis, alla prima regia per una produzione hollywoodiana. Nel cast spiccano Dennis Quaid, eroico agente dei servizi segreti con qualche problema psicologico dopo essersi preso un proiettile per il presidente USA, Forest Whitaker, turista americano in Spagna un po' stralunato ma che avrà un ruolo fondamentale nella vicenda, Sigourney Weaver in un cameo e William Hurt nel ruolo del presidente americano.

Riassunto veloce della trama: c'é un complotto terroristico piuttosto complesso contro il presidente americano che sta per partecipare ad un meeting tipo G8-G20 per la lotta al terrorismo (dunque é ambientato nel presente), vediamo gli accadimenti secondo diversi punti di vista, ottenendo nuove informazioni a ogni nuova versione, fino alla conclusione, dove dovremmo avere il quadro completo della situazione.

Azione, colpi di scena, una colonna sonora all'altezza e una sceneggiatura non banale (anche se m'é sembrato che alcuni passaggi sarebbero dovuti essere meno oscuri).

Insomma, l'amante del genere dovrebbe restare soddisfatto.

Dopo il trailer qualche mia considerazione personale che forse chi non ha ancora visto il film non vorrebbe leggere.

Mi pare che lo scopo dello sceneggiatore sia stato quello di narrare una storia in cui non ci sia un punto di vista privilegiato. Ognuno dei protagonista ha una fetta di verità, ognuno, dal suo punto di vista, é nel giusto.

In realtà non é proprio così, perché ad emergere é un punto di vista, che alla fine risulta essere quello "vincente". Però per gli standard hollywoodiani già questo é un bel passo.

Il lato negativo é che chi ha scritto la storia s'é fatto prendere un po' la mano da questa intuizione e ha finito per mettere troppa carne al fuoco. In un ora e mezza non c'é il tempo materiale per raccontare una vicenda da così tanti punti di vista senza correre il rischio di lasciare troppe domande senza risposta o ridurre la complessità dei personaggi che finiscono per non avere adeguato spessore.

Il personaggio della Weaver entra nella vicenda piuttosto incidentalmente, mi sembra che, ci fosse o non ci fosse, la storia non cambierebbe.

Whitaker si comporta in modo inspiegabile o, direi meglio, inspiegato. Dedicando qualche minuto in più alla sua vicenda il personaggio ne guadagnerebbe - ma evidentemente tempo non ce n'era.

Ancora con lo scopo di risparmiare tempo, credo, a Dennis Quaid é toccato un personaggio un po' stereotipato, l'eroe caduto che si rialza a fatica, nessuno crede in lui ma alla fine é quello che salva la giornata. Nonostante il presupposto, mi sembra che abbia fatto del suo meglio per rendere credibile la sua parte.

C'é da dire che William Hurt rende bene il personaggio del presidente e del suo doppio, pur nel poco tempo di recitazione che gli si é lasciato.

La figura del poliziotto spagnolo, interpretata da Eduardo Noriega (il Che Guevara nel film del 2005), risulta però quasi una macchietta.

Restano davvero poco chiari i motivi dei terroristi, al punto che la scena finale risulta per lo meno stravagante - finiscono per mandare definitivamente a catafascio il loro piano diabolico per tentare di salvare la vita di una bambina che vedono per la prima volta.

Meriterebbe inoltre una spiegazione la "conversione" del personaggio interpretato da Mattew Fox. Scelta che non deve essere stata semplice.

Certo che a spiegare tutte queste cose avremmo avuto non un film d'azione made in Hollywood ma un dramma socio-politico made in Europe.

Pino Daniele a New York

Ieri sera mi sono imbucato alla conferenza stampa di Pino Daniele a New York. Beh, "imbucato" é una parola grossa, l'evento era aperto al pubblico, bastava lasciare il nome.

Una dritta quindi per chi capita da queste parti: passate dal Istituto Italiano di Cultura e guardate che eventi sono in ballo in quei giorni. Possono capitare cose davvero interessanti.

Pino Daniele é a New York per il suo primo concerto, che si terrà all'Apollo domani (ovvero il primo ottobre 2009) e il direttore dell'Istituto, Renato Miracco, ne ha approfittato per organizzare una piccola chiacchierata.

Devo dire la verità, io Pino Daniele ho smesso di ascoltarlo una quindicina di anni fa, per cui me lo ricordavo come in questo video (Bella'mbriana, dall'album omonimo dell'82)

Ora probabilmente cercherò di recuperare il tempo perso.

Non é un grande parlatore "se mi piacesse parlare avrei fatto l'avvocato", conscio del suo valore come musicista (a chi gli ha chiesto se si sentiva intimorito dall'Apollo Theater, luogo di culto per la musica nera ha risposto monosillabicamente: "no", spiegando poi che lui si sente da sempre un nero a metà e che il livello della musica che fa é tale da non creargli imbarazzi di alcun tipo), autoironico (dopo essersi definito nero a metà si é corretto, "anzi, ora dovrei dire bianco a metà" accennando ai propri capelli) al punto da consigliare il pubblico di non fare troppe domande, dato che c'era la pizza che ci aspettava - trattavasi del rinfresco offerto dall'Istituto.

Insomma, un personaggio che vale la pena conoscere.

Il progetto di Tarantini

Come fare ad aver successo in Italia? Ce lo spiega Giampiero Tarantini.

Ecco la ricostruzione che ne ha fatto Marco Travaglio:

Il primo fatto

Sembra che abbia avuto un buon successo il primo numero del Fatto Quotidiano.

La cosa ha quasi del miracoloso dati i tempi di crisi: in tutto il mondo si parla di tagli, riduzioni, e qui da noi esce un nuovo giornale, e lo comprano pure.

Vien da pensare che l'informazione corrente in Italia non copra la domanda dei cittadini.

Cliccando sull'immagine della prima pagina si accede il pdf del giornale.

Questo invece il link al sito di riferimento.

Mike Bongiorno

Il coccodrillo di Gramellini su Bongiorno mi pare il miglior articolo pubblicato sulla vicenda. Rispettoso ma non vacuo, cerca comunque di trarre un significato dalla vicenda.

Mi pare ragionevole la conclusione del Gram, che considera Mike Bongiorno l'ideologo del berlusconismo. Ci sta proprio.

Sottolineo solo il fatto che il Mike che ha fatto grande le televisioni berlusconiane ne é infatti stato espulso quando si é ritenuto non fosse più un "prodotto" interessante da fornire ai consumatori.

Opera 10

E' uscita la versione 10 del browser di Opera.

L'ho scaricato, lo sto usando, e mi sembra un prodotto davvero valido.

Provare per credere.

Il rovescio della medaglia

E' vero che la situazione dei media italiani non é che sia delle migliori, per usare un eufemismo.

Però il fatto che gran parte del settore sia allineato su una posizione ha creato il paradosso che da noi si sia creato lo spazio per la nascita di un nuovo giornale.

Ormai a breve dovrebbe arrivare nelle edicole il fatto quotidiano, di cui si può vedere qui l'antefatto.

In bocca al lupo!