Comunista nazionalista

Quando c'è di mezzo la lega nord, raramente si può trattare di cose serie. Magari sono fatti anche drammatici, ma non seri.

Ad esempio domenica scorsa, il 12 settembre 2010, un gruppetto di provocatori ha pensato di fare un po' di caciara alla festa leghista veneziana. Dunque hanno comprato un paio di bandiere italiane e si sono messi a camminare per la città.

Tutto qua. La provocazione è consistita nel tenere in mano la bandiera del Paese. La polizia è intervenuta e, ingenuamente, uno di loro ha cercato di spiegare che far vedere la bandiera italiana ad una festa della lega è un atto provocatorio.

Mostrare la bandiera italiana ad una festa di un partito italiano che è al governo (sempre italiano) e che ha numerosi ministri che hanno giurato di fronte a quella bandiera è una provocazione.

Ma la cosa più ridicola l'ho vista nella reazione di un leghista che, come ha visto avanzare la bandiera italiana s'è messo a strillare "Comunisti!", dimentico - o forse del tutto ignaro - che la fedeltà alla bandiera italiana è un patrimonio della destra.

I comunisti, quando ancora ne esistevano in quantità misurabile, erano accusati semmai di scarso patriottismo. Si parlava di internazionale comunista, di fratellanza fra i popoli e cose simili che poco si attagliavano con il rispetto di una bandiera nazionale.

Dare del comunista a un tale solo perché lo si vede sventolare una bandiera italiana vuol dire svuotare del senso originario la parola, e usarla come insulto generico. Oppure essere dotati di ignoranza sesquipedale.

Andarsela a cercare

Perché Giorgio Ambrosoli è stato ucciso?

A questa scomoda domanda Giulio Andreotti ha risposto così: "Questo è difficile, non voglio sostituirmi alla polizia o ai giudici, certo è una persona che in termini romaneschi se l'andava cercando".

Questa frase mi ha raggelato ma non sopreso. E' nel personaggio.

Quello che invece ho trovato sorprendente, e mi ha rincuorato, è stata la reazione. Nessuno, per quanto ho visto, ha provato a difendere questa uscita, e Andreotti ha dovuto smentirsi, dichiarando di essere stato frainteso "intendevo fare riferimento ai gravi rischi ai quali il dottor Ambrosoli si era consapevolmente esposto", dice ora.

Neanch'io mi voglio sostituire alla polizia o ai giudici, ma basta ascoltare le registrazioni di due telefonate fatta dall'assassino di Ambrosoli alla sua vittima per farsi un'idea della vicenda.

Dagli al porcellum

Siamo probabilmente l'unico Paese al mondo con una legge elettorale che grugnisce.

Se è tutto sommato normale che in una democrazia ci siano gruppi che non si sentano rappresentati adeguatamente dalla legge elettorale, e magari la chiamano pure con nomignoli malevoli, noi abbiamo il discutibile privilegio di averne una che è stata definita "porcata" da uno di coloro che l'ha pensata. Porcata intenzionale, dunque, e a suo modo certificata.

Seguendo questo link si arriva sulla pagina di Libertà e Giustizia dove si può firmare un appello per cambiare questa suinesca legge.

Il passo successivo di LeG sarà quello di raccogliere firme per una legge di iniziativa popolare con lo scopo di tornare alla legge precedente, nota come mattarellum. Che non sarà stata uno splendore, ma al confronto di quella corrente è una meraviglia.