Eurispes 2009

L'ANSA mette a disposizione sul suo sito (qui in formato pdf) il documento di sintesi del rapporto 2009 di EURISPES. La scheda 53 del rapporto ha il titolo di Mafia SpA e riporta una serie di utili informazioni sullo stato di salute delle mafie italiane.

Considerando le mafie come organizzazioni economiche, si dice che: "Cosa Nostra, ’Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona Unita hanno fatturato insieme, solo nel 2008, circa 130 miliardi di euro, con un utile che sfiora i 70 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti. Al primo posto degli introiti, iscritti tra le attività nel bilancio di queste mafie, i traffici illeciti, che fanno segnare un attivo di 62,80 miliardi di euro."

Come fanno i soldi? Principalmente col traffico di droga (59 miliardi), sono importanti anche le cosidette "tasse mafiose" (racket e usura) con guadagni per 24,70 miliardi. Cresce l'importanza dell'ecomafia (16 miliardi).

Giotto

L'operazione Giotto, di cui si parla in questo articolo della Stampa, é interessante anche perché mostra il modus operandi delle moderne mafie italiane.

In questo caso l'idea sembra nata in ambienti camorristici ma per altre operazioni si é vista una simile struttura utilizzata per gestire ad esempio il traffico di armi o la prostituzione. Si voleva gestire il mercato del falso, sia per le banconote (sono stati sequestrati Euro nei tagli da 20, 50 e 100) che per documenti e valori bollati. Invece che basarsi sulla vecchia struttura gerarchica, si é passati a una struttura a rete: piccole organizzazioni indipendenti gestiscono in proprio la produzione e la diffusione dei falsi. I boss si limitano a gestire la struttura e a raccogliere gran parte dei proventi.

I vantaggi di questa nuova struttura sono evidenti. E' più snella, é più difficile da scoprire, é più facile da riorganizzare, si adatta meglio ai cambiamenti, é meno rischiosa per i vertici (il rischio viene scaricato sui pesci piccoli). Il tutto al costo di rinunciare ad una parte dei proventi che vengono lasciati ai piccoli delinquenti che, in cambio, si assumono gran parte dei rischi.

Da notare quanto sia estesa la rete. Probabilmente, data la struttura a compartimenti stagni, buona parte delle cellule sono riuscite a sfuggire all'identificazione. Nonostante ciò é il risultato é notevole, con arresti compiuti in Campania (Napoli, Giugliano, Somma Vesuviana, Caserta, Avellino), Calabria (Crotone, Reggio Calabria, Cosenza, Catanzaro), Lazio (Roma, Frosinone, Viterbo), Sicilia (Catania, Messina), Lombardia (Milano, Monza, Bergamo), Emilia Romagna (Bologna), Toscana (Massa Carrara), Puglia (Bari, Bitonto) e Basilicata (Melfi, Potenza), come ho letto su virgilio notizie.

L'organizzazione é stata colpita anche nelle sue ramificazioni estere, colpendo le sue filiali in Spagna, Germania e Lituania. Il tutto a dimostrare il dinamismo delle mafie italiane, capaci di operare a livello europeo (e non solo, come é stato dimostrato in altre occasioni).

La nota positiva in tutto ciò é data dal fatto che le autorità si siano dimostrate all'altezza della sfida, sia creando una apposita unità per contrastare il fenomeno, sia utilizzando le necessarie connessioni con uffici esteri per svolgere le necessarie attività investigative a livello globale, nel caso particolare l'European Technical and Scientific Centre dell'Olaf (qui più info su di loro) e il Central Analysis Centre della Banca Centrale Europea.

La fanciulla e il soldato

Un tempo esisteva il politichese. Si trattava di un linguaggio parlato dai politici e dai giornalisti specializzati il cui scopo principale sembrava quello di nascondere in una nube di oscuri termini quelli che erano i temi trattati.

Umberto Bossi ha inventato un nuovo modo di parlare di politica, o meglio, ha applicato quelle che sono le modalità delle chiacchiere da bar al mondo della politica. Silvio Berlusconi ha seguito il modello e lo ha adattato alle sue caratteristiche peculiari. Il risultato é quello che si può vedere di continuo ai nostri giorni, ogni tema é ridotto a barzelletta, le alte cariche del governo si possono permettere di fare dichiarazioni bizzarre, smentirle, stiracchiarle, trasformarle in cicaleccio inutile.

Ora tocca alla violenza sessuale. In breve: il governo corrente ha puntato sulla militarizzazione della pubblica sicurezza con l'idea che utilizzare le forze armate potesse ridurre il senso di insicurezza dei cittadini. Purtroppo i malviventi non si fanno intimorire da misure del genere (e verrebbe da chiedersi perché mai dovrebbero) per cui i reati continuano ad essere compiuti come prima.

Fatta notare la situazione al presidente del consiglio, questo ha pensato bene di dire che: "Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare. Non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai". (fonte: il quotidiano net)

E' una affermazione talmente bislacca che viene da chiedersi come possa un politico di alto livello dirla. In pratica dice: le violenze sessuali accadono, arrangiatevi. La violenza sessuale colpisce le belle ragazze, se non volete essere violentate, oh ragazze, imbruttitevi. La violenza sessuale é insita nella natura dell'uomo, l'unico modo per non far violentare una bella fanciulla é scortarla con armi da fuoco.

E come sempre accade, dopo una affermazione infelice di Silvio Berlusconi arriva la sua precisazione: "Era solo un complimento alle belle donne, io penso che in ogni occasione serva sempre il senso della leggerezza e dell’umorismo".

Complimento alle belle donne? una cosa del tipo: "Sei così bella che ti dovresti far scortare da un militare, sennò ti violentano", immagino. Questa sarebbe leggerezza? A me sembra una grevità da far paura.

Ma Berlusconi é fatto così, non mi stupisco.

Non mi stupisce più nemmeno Daniele Capezzone che, da quando con elegante capriola é diventato il portavoce di Forza Italia, riesce a trovare affermazioni come questa "una verità evidente e di buon senso".

Trovo invece interessante l'esercizio di interpretazione svolto da Margherita Boniver che, secondo asca, riesce a tradurre la cosa in questo modo "Berlusconi voleva dire che il problema é molto più vasto e non riguarda solo gli ultimi casi e che quindi bisognerebbe mettere più mezzi e più azioni di contrasto per evitare che si commettano più stupri". Quello che mi verrebbe da chiederle é: e perché allora non ha detto così? Non sarebbe il caso di avere un presidente del consiglio che eviti le battute da taverna e dica le cose in termini meno imbarazzanti?

Pica!

Uno degli album che mi é piaciuto di più dell'anno passato é Pica! del laghee Andrea Van De Sfroos. Fra l'altro non sono il solo a pensarlo visto che il nostro s'é pure beccato il premio del Club Tenco per il miglior album in dialetto.

Direi che Pica! é godibilissimo anche per chi non afferri il dialetto alto-lombardo usato ma mi par bella cosa riprodurre qui la versione italianizzata di uno dei brani che mi piace di più: Furestee

Quante strade senza passi
quanti rosari di sasso
quante preghiere (uraziun) nella notte
senza neanche segnarsi

... e un chiodo nella scarpa

Quanta terra ho calpestato (scusciā)
senza voler fare del male
terra che ho mai bestemmiato
neanche mai ricordato (regurdā)

... e ne ho anche mangiata (majada)

Forestiero, anche qui
nella via che sa tutto di me
nella piazza che mi riconosce (recugnuss)
e domanda perchè

Forestiero, da solo (de par me)
con l'ombra che non riesce più a starmi dietro
con il cuore che rimbalza nella testa
per finirmi sotto i piedi

... nel bussare alla tua porta

Quanti facce senza occhi
quanti pensieri col buco (cun't el böcc)
per non rimpiangere il mio tempo
ho nascosto l'orologio

... sul fondo della borsa

Quanti letti senza sogni
quanta memoria di legno
dura come questa porta
che sembra un disegno

... coi colori fuori posto

Forestiero, anche qui
nella via che sa tutto di te
nella piazza che parla e che ride
ma senza sapere

Forestiero, ma sono io
con l'ombra che non riesce più a starmi dietro
con il cuore che rimbalza nel culo
per finirmi sotto ai piedi

... quando apri la porta

Quante strade senza passi
quanti rosari di sasso
quante preghiere nella notte
senza neanche segnarsi

... e un chiodo nella scarpa

Un anno di omicidi

Per capire un po' come va la delinquenza in Italia, si può dare un occhiata alle statistiche degli omicidi compiuti in Italia, secondo delitti imperfetti, un sito un po' macabro ma che ha il pregio di dare informazioni sul quel che succede nel campo dal 2006 a oggi.

Alcune informazioni che mi sono sembrate degne di nota: nell'anno sono stati commessi un buon 600 omicidi, di cui attualmente solo circa il 60% sono stati risolti (dunque uno su tre resta impunito). I dati sono stabili su tutti gli anni considerati.

Un omicidio su quattro é considerato di origine mafiosa, che risulta essere la principale ragione per cui si muore ammazzati in Italia. Stessi valori per l'anno precedente, mentre nel 2006 si stava sul 15% (uno su sette).

Interessante notare (per un lombardo come il sottoscritto) che la Lombardia é la seconda regione per omicidi, dietro la Campania, ma prima della Calabria. Sicilia e Puglia - le altre due regioni notoriamente dominate dalla delinquenza mafiosa, seguono staccate.

Vale la pena di notare anche la nazionalità degli aggressori. Tre volte su quattro a uccidere é un italiano. Una volta su venti si tratta di un romeno.