Pica!

Uno degli album che mi é piaciuto di più dell'anno passato é Pica! del laghee Andrea Van De Sfroos. Fra l'altro non sono il solo a pensarlo visto che il nostro s'é pure beccato il premio del Club Tenco per il miglior album in dialetto.

Direi che Pica! é godibilissimo anche per chi non afferri il dialetto alto-lombardo usato ma mi par bella cosa riprodurre qui la versione italianizzata di uno dei brani che mi piace di più: Furestee

Quante strade senza passi
quanti rosari di sasso
quante preghiere (uraziun) nella notte
senza neanche segnarsi

... e un chiodo nella scarpa

Quanta terra ho calpestato (scusciā)
senza voler fare del male
terra che ho mai bestemmiato
neanche mai ricordato (regurdā)

... e ne ho anche mangiata (majada)

Forestiero, anche qui
nella via che sa tutto di me
nella piazza che mi riconosce (recugnuss)
e domanda perchè

Forestiero, da solo (de par me)
con l'ombra che non riesce più a starmi dietro
con il cuore che rimbalza nella testa
per finirmi sotto i piedi

... nel bussare alla tua porta

Quanti facce senza occhi
quanti pensieri col buco (cun't el böcc)
per non rimpiangere il mio tempo
ho nascosto l'orologio

... sul fondo della borsa

Quanti letti senza sogni
quanta memoria di legno
dura come questa porta
che sembra un disegno

... coi colori fuori posto

Forestiero, anche qui
nella via che sa tutto di te
nella piazza che parla e che ride
ma senza sapere

Forestiero, ma sono io
con l'ombra che non riesce più a starmi dietro
con il cuore che rimbalza nel culo
per finirmi sotto ai piedi

... quando apri la porta

Quante strade senza passi
quanti rosari di sasso
quante preghiere nella notte
senza neanche segnarsi

... e un chiodo nella scarpa

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