Il valore della vita

Il buongiorno di Gramellini di oggi é sul filmato diffuso l'altro giorno dai carabinieri, sull'omicidio di tal Bacioterracino. Lo scopo dei carabinieri é quello di sollecitare testimonianze sulla vicenda, in modo da poter rintracciare il killer e il suo presunto complice.

Il filmato però ci dice anche molte altre cose. Ad esempio quanto sia facile uccidere oggi in Italia. Il killer si comporta con una fluidità, con una noncuranza tale da far pensare che per lui sia cosa normale. Niente scene da film. Tira fuori la pistola e spara, due tre volte, alla schiena della vittima. E poi un colpo alla nuca, giusto per sicurezza. Poi si rimette la pistola in tasca e se ne va a casa. Giornata di lavoro finita.

Ma la cosa più allarmante é quanto l'omicidio non causi che una minima reazione nelle persone che hanno assistito. La signora finisce di grattare la sua schedina, scopre che non ha vinto, e se ne va. Il tizio tira su il suo banchetto, senza fretta, probabilimente imprecando per il contrattempo, e scompare dalla nostra vista.

La signora che si vede in foto, lo scavalca come se nulla fosse.

Ma il Gramellini ci dice che poi questa signora ha avuto un soprassalto di coscienza, é tornata indietro, l'ha guardato in faccia e ha chiesto aiuto.

Come dire. Un briciolo di speranza c'é ancora.

Rashomon

Mi sono rivisto Rashomon, di Akira Kurosawa, dopo una ventina d'anni dalla mia prima visione. Tra il tempo che era passato e il fatto che, mi pare di ricordare, me l'ero visto a tarda ora in televisione (probabilmente un fuori orario di raitre) non é che mi ricordassi tantissimo, se non che era una gran film.

Fortuna ha voluto che mi é capitata tra le mani la versione recentemente restaurata del film che può contare, tra l'altro di un doppiaggio in inglese. Già, perché se é vero che la lingua originale é più espressiva, é anche vero che la mia conoscenza del giapponese (nulla) mi avrebbe costretto a tenere gli occhi incollati sui sottotitoli, distogliendo la mia attenzione dalla narrazione visuale.

Il film é del '50 e credo sia il primo di Kurosawa ad arrivare in Europa, dove fu accolto subito molto bene. Oltre alla regia magistrale, si può apprezzare un'ottima sceneggiatura basata su una storia di quelle che colpiscono, una colonna sonora che resta impressa e una notevole recitazione, seppur diversa dagli schemi occidentali.

La vicenda narrata é questa: Un samurai viene ucciso, sua moglie violentata. Un boscaiolo avverte la polizia. Un brigante (interpretato da Toshiro Mifune) viene catturato mentre era in possesso del cavallo e delle armi del samurai. Nel processo che ne segue la donna, il brigante, e il samurai (evocato da una medium) raccontano le proprie versioni sul fatto, in ognuna delle quali chi narra ne esce meglio ma si accusa dell'omicidio (il samurai, quindi, dichiara di essersi suicidato).

Sarà il boscaiolo a darci un'ultima versione che, forse, renderà più chiare le cose.

Questo il trailer dell'edizione restaurata:

E' certamente un film molto interessante ma non mi sentirei di consigliarlo a chi voglia passare un'oretta e mezza di divertimento leggero. Occorre essere per lo meno predisposti alla sua visione.

Columbus Day

LombardiaPer affrontare un Columbus Day ci vuole del pelo sullo stomaco. Non si sa mai cosa ti aspetta, anche se il tono di sottofondo é una certa benevolenza per quello strano, lontano Paese di cui alcuni presenti hanno un ricordo che risale a decenni prima, o ne hanno solo sentito parlare da genitori o parenti.

Ci sono momenti piacevoli che si alternano a pacchianerie veramente oltre il limite dell'immaginabile. Ma comunque si tratta di rappresentazioni vivaci, anche se spesso lontane dalla realtà.

Una sola eccezione m'é capitato di osservare al generale tono allegro della manifestazione: la sfilata del carro che rappresentava la Lombardia.

Come da foto, si trattava di una criptica scritta cubitale: "e+d+f=Lombardia".

Vien da chiedersi chi sia il genio che ci ha pensato.

A questo punto conveniva non sfilare nemmeno e risparmiare i soldi.

Couples Retreat

Uh, non si tratta certo di un film che resterà negli annali del cinema ma, date alcune premesse, potrebbe anche risultare una visione piacevole.

La storia in breve, quattro coppie di amici vanno in un resort per il trattamento di coppie in crisi su di un'isoletta tropicale ... sembra l'inizio di una commedia all'italiana? Beh, anche lo svolgimento lo ricorda.

Per entrare in sintonia con la storia penso che aiuti essere sulla trenta/quarantina, in un matrimonio (o per lo meno in una relazione stabile) e apprezzare i film e il tipo di recitazione del protagonista, Vince Vaughn.



Poco da dire sul cast, ho notato più che altro i comprimari: Jean Reno che recita la parte del francese a capo del resort (niente a che fare con i ruoli dei suoi film più famosi) e Peter Serafinowicz nel ruolo di una sorta di maggiordono. Evidentemente i due sono stati tirati dentro nel film "a prescindere", dato che con uno script più adeguato alle loro possibilità interpretative il film avrebbe potuto prendere una piega ben diversa.

Invece si tratta di una commedia senza molte pretese dal finale consolatorio. Facciamoci qualche risata, e poi dimentichiamocene.