Rashomon

Mi sono rivisto Rashomon, di Akira Kurosawa, dopo una ventina d'anni dalla mia prima visione. Tra il tempo che era passato e il fatto che, mi pare di ricordare, me l'ero visto a tarda ora in televisione (probabilmente un fuori orario di raitre) non é che mi ricordassi tantissimo, se non che era una gran film.

Fortuna ha voluto che mi é capitata tra le mani la versione recentemente restaurata del film che può contare, tra l'altro di un doppiaggio in inglese. Già, perché se é vero che la lingua originale é più espressiva, é anche vero che la mia conoscenza del giapponese (nulla) mi avrebbe costretto a tenere gli occhi incollati sui sottotitoli, distogliendo la mia attenzione dalla narrazione visuale.

Il film é del '50 e credo sia il primo di Kurosawa ad arrivare in Europa, dove fu accolto subito molto bene. Oltre alla regia magistrale, si può apprezzare un'ottima sceneggiatura basata su una storia di quelle che colpiscono, una colonna sonora che resta impressa e una notevole recitazione, seppur diversa dagli schemi occidentali.

La vicenda narrata é questa: Un samurai viene ucciso, sua moglie violentata. Un boscaiolo avverte la polizia. Un brigante (interpretato da Toshiro Mifune) viene catturato mentre era in possesso del cavallo e delle armi del samurai. Nel processo che ne segue la donna, il brigante, e il samurai (evocato da una medium) raccontano le proprie versioni sul fatto, in ognuna delle quali chi narra ne esce meglio ma si accusa dell'omicidio (il samurai, quindi, dichiara di essersi suicidato).

Sarà il boscaiolo a darci un'ultima versione che, forse, renderà più chiare le cose.

Questo il trailer dell'edizione restaurata:

E' certamente un film molto interessante ma non mi sentirei di consigliarlo a chi voglia passare un'oretta e mezza di divertimento leggero. Occorre essere per lo meno predisposti alla sua visione.

1 commento:

tessapurna ha detto...

il trailer non mi avrebbe convinto, la trama sì.
sto appunto guardando film orientali ultimamente, non per una ragione, così, per caso.