Est-Ovest

M'é sembrato che attraversare il Parco Pineta da est a ovest potesse essere un buon modo di visitarlo. Detto fatto, e qui di seguito riportato.
Secondo la mappa del parco (di cui riporto il dettaglio della zona interessata qui di fianco) la cosa si risolve nel fatto di farsi il percorso TR1 per poi passare sull'AP1. Sembra tutto semplice e lineare. Nessun dislivello preoccupante, occorre solo tener presente che i chilometri non sono poi pochissimi, e che quindi conviene avere un certo allenamento, soprattutto se si pensa di fare andata e ritorno.

Una conveniente alternativa sarebbe quella di recarsi in macchina al centro del parco, zona cascina Villafranca, dove tra l'altro si trova il cartello di benvenuto al parco, che mostro nella seconda foto. In questo caso, consiglierei di lasciar perdere la pista che porta a Tradate (si tratta della strada sterrata - via Cascina Villafranca, per l'appunto - che si percorre in macchina e che quindi non é proprio il massimo da fare a piedi) e di andare verso Appiano.

Ma se le energie non mancano, sarebbe bello farsi l'intera camminata, magari un qualche giorno insolito, per non incontrare automobili su TR1. Nel mio caso ci sono passato il 26 dicembre, contando sul giorno festivo e la nevicata della notte precedente come deterrente anti-automobilistico, e godendomi così il bosco innevato, come da foto.

Non ho incontrato mezzi a motore, ma a sorpresa ho incontrato più gente del previsto: comitive a piedi, jogger solitari e anche in piccoli gruppi, diversi ciclisti.

Altra sorpresa che mi ha riservato la camminata, é la mancata integrazione tra le due vie. TR1, come già ricordato, si snoda quasi completamente su una strada sterrata, é quindi un percorso facile, quasi cittadino. AP1, al contrario é un sentiero quasi selvatico, che si inerpica tra le collinette locali.

Sembra che la manutenzione del parco in questa zona sia piuttosto latitante, ho dovuto in un paio di occasioni abbandonare il sentiero per superare alberi caduti su di esso, come mostra la quarta foto di questo post.

Inoltre il sentiero AP1 prevede il guado di un torrentello, roba da poco, ma abbastanza seccante se si affronta il passaggio di inverno dopo una nevicata.

Il percorso non é sicurissimo, soprattutto nella cattiva stagione, umidità e ciottoli malfermi rendono i saliscendi spiacevoli da percorrere in alcuni passaggi, e decisamente sconsigliabili al cicloturista (ho incontrato proprio dalle parti del guado un paio di ciclisti che non sembravano per niente soddisfatti della loro idea di imbroccare l'AP1).

In contrasto alla ruvidezza della camminata, noto che l'AP1 é generalmente ben segnalato. Sapendo che parte dalla chiesetta del Monte Carmelo - presso la quale si può pure posteggiare, é facile, seguendo i cartelli che sono in certe occasioni quasi eccessivi (come nel caso mostrato in foto, difficile perdersi, anche volendo), addentrarsi nel bosco per andare verso TR1 o restare nei boschi appianesi.

Il problema nasce per l'escursionista distratto che viaggi nella direzione opposta (nel caso in esame, il sottoscritto), infatti il raccordo tra TR1 e AP1 é segnalato con una certa leggerezza che presume una conoscenza preventiva. In pratica, é piuttosto facile passare di fianco alla connessione senza notarla. La penultima foto di questo post mostra per l'appunto la difficile transizione tra i due mondi. In pratica si deve abbandonare la strada carrozzabile (seguendola si arriva alla chiesetta di San Bartolomeo - che purtroppo é normalmente chiusa, sennò varrebbe pur la pena di fare una deviazione dal percorso che farci una puntatina) per infilarsi in quella che é poco più di una pista poco frequentata. Forse uno di quei bei cartelli della foto precedente sarebbe più utile qui.

In mancanza di una efficace segnalazione ufficiale sul posto, conviene memorizzarsi la cartina (o meglio ancora, portarsene dietro una copia) e ricordarsi che l'albero che mostro nell'ultima foto, qui di fianco, si trova proprio di fronte alla Cascina Canova, e che quindi abbiamo passato la Cascina Fogoreggio, dobbiamo perciò piegare verso nord, e fare attenzione che la nostra deviazione si trova alla nostra sinistra.

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