Tonino e il presidente

Che Antonio Di Pietro abbia una sua eloquenza poco rispettosa della grammatica é un fatto ben noto. Però, ad sensum, quello che dice é in genere piuttosto chiaro. Anche se, a leggere come é stato travisata la parte del suo intervento a Piazza Farnese in cui si rivolgeva a Giorgio Napolitano, sembrerebbe che non lo si capisce proprio.

Qui sotto pubblico un link al video che documenta la parte del discorso incriminata e ne riporto la trascrizione. A me pare evidente che Di Pietro dica che se i presenti in quella piazza avrebbero avuto un comportamento mafioso se non avessero parlato. Ed erano lì per dire alcune cose molto pesanti, anche verso il Presidente della Repubblica a cui si é imputato, fra l'altro, di aver controfirmato il cosiddetto lodo Alfano, non rilevandone quella che sembra essere una manifesta anticostituzionalità.

Il riassunto che é passato sulla stampa lascia pensare che Di Pietro abbia dato del mafioso a Napolitano, cosa che mi pare decisamente insostenibile. Leggo addirittura che l'Unione delle Camere Penali abbia denunciato Di Pietro per vilipendio al Capo dello Stato (qui l'articolo del Corriere della Sera).

Non credo che l'italiano di Di Pietro sia così cattivo da renderlo incomprensibile ai più, penso quindi che la mancata comprensione sia intenzionale. E che la scorretta interpretazione delle sue dichiarazioni abbia il fine di giustificare il suo isolamento politico.
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Trascrizione del video dell'appello di Antonio di Pietro al Presidente della Repubblica:

Io voglio lanciare un appello al Presidente della Repubblica: Signor Presidente, lo sa che questa mattina si sta cercando qui, ancora una volta, di farci lo scherzetto che è stato fatto a Piazza Navona? Le spiego cosa é successo poco fa. Io credo che in una civile piazza dei cittadini italiani abbiano il diritto di manifestare. Si può non essere d'accordo su quel che abbiamo fatto e stiamo facendo, ma è un nostro diritto, garantito dalla Costituzione, poter dire che ciò che fanno determinate persone non ci convince? E possiamo permetterci, signor Presidente della Repubblica, di accogliere in questa piazza anche qualcuno di noi che non è d'accordo su alcuni suoi silenzi? Possiamo permetterci o no? O siamo degli eversivi, degli eversori? Siamo dei cittadini normali che ci permettiamo di dire a lei, signor Presidente della Repubblica, che dovrebbe essere l'arbitro, che a volte il suo giudizio ci appare poco da arbitro e poco da terzo. Lo possiamo dire o no? Noi non vogliamo fare alcun ... noi la rispettiamo, noi abbiamo il senso delle istituzioni, noi vogliamo essere tranquilli. E allora se un cittadino qui, oggi ha messo un manifesto, uno striscione, avrà diritto di mettere uno striscione senza offendere nessuno, in cui dice “Napolitano dorme, l'Italia insorge” perché lo hanno sequestrato? Chi ha ordinato di sequestrare questo manifesto? Perché non c'è possibilità di manifestare senza bastoni, senza nulla? Stiamo semplicemente dicendo che non siamo d'accordo sul fatto che si lasci passare il lodo Alfano, non siamo d'accordo sul fatto che si criminalizzino le persone che fanno il loro dovere, non siamo d'accordo sull'oblio che hanno le istituzioni nei confronti di questi familiari delle vittime, sull'oblio! Non siamo d'accordo nel vedere terroristi che vanno a fare gli insegnanti e informare a loro modo le cose, che fanno i saputoni e poi vediamo le vittime del terrorismo e della mafia, della criminalità che vengono dimenticate e abbandonate a se stesse. Lo possiamo dire o no? Rispettosamente, ma il rispetto è una cosa, il silenzio è un'altra: il silenzio uccide, il silenzio è mafioso, il silenzio è un comportamento mafioso.

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