Scuse all'Argentina

Visto che le scuse officiali dal nostro governo probabilmente non arriveranno mai, le faccio io. Lo so che non é la stessa cosa, ma sono profondamente dispiaciuto per quanto sia successo e avrei davvero voluto che non fosse mai successo.

I fatti. Silvio Berlusconi ha pensato bene, per suoi fini non ben chiari, di raccontare una orrenda barzelletta al termine di un comizio elettorale (vedi filmato qui sotto per dettagli)



"... quel dittatore argentino che caricava i suoi oppositori su un aereo, apriva gli sportelli lanciava un pallone e gli diceva; andate a giocare che è una bella giornata. Fa ridere ma è drammatico."

Detta così, questa barzelletta non fa nemmeno ridere un supporter dei regime dei colonnelli, il fatto che i partecipanti al comizio abbiano riso non depone quindi a favore della loro intelligenza, ma questo non é il punto.

La barzelletta é offensiva nei confronti di una tragedia, che viene sminuita al livello di una occasione per farsi quattro risate, é offensiva nei confronti delle vittime, che vengono considerati degli sciocchi che saltano fuori da un aereo, non rendendosi conto di andare verso la morte, correndo dietro a una palla.

Non stupisce che gli argentini se ne siano avuto a male, come si legge in questo articolo del Clarin.

Il dubbio che nasce agli argentini é che Berlusconi non sia stato inutilmente offensivo nei loro confronti, ma che la sua idea sia quella di creare un incidente diplomatico al fine di rallentare, o fermare, la richiesta di estradizione che pende sulla testa dell'ammiraglio Emilio Massera. Massera, viene fatto notare, era come Berlusconi membro della loggia massonica P2, diretta da Licio Gelli. Si ricorda che Berlusconi inizialmente negò di aver fatto parte di quella organizzazione, ma che si provò il contrario.

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