Pissarell

Leggo, sul solitamente beninformato altratradate, che il vino del mio paese natale, ormai da lungo tempo estinto (il vino, non il paese) si sarebbe chiamato Pissarel (o meglio Pissarell).

Perbacco, dirà il sofista, non certo un nome di cui vantarsi! Eppure, con un po' di buona volonta (e di fantasia) ci si può inventare una certa nomea anche in questo caso.

Leggiamoci infatti il Carlo Porta, nume della poesia dialettale in generale e milanese in particolare. Nelle sue Poesie edite e inedite, raccolte nel volume pubblicato da Hoepli (e ne approfitto per far un po' di pubblicità gratuita al loro sito www.hoepli.it), troviamo questo significativo accostamento:

La poesia XXI recita così

AVIS

I fradei goeubb, che staven all'insegna
Di piffer de montagna, fan savè
Ch'han dervii fondegh al teater Re
All'insegna del sparg de Zilavegna.
Venden fiasch assortii, prezzi discrett,
Della fabbrica d'X Y Z.

Si parla di vino, é fuor di dubbio. Non se ne cita il nome né la provenienza, é vero. Ma non demordiamo, e passiamo alla seguente, la XXII, che inizia con queste due strofe:

Adess che soo che el Pezzi el Paganin
El Caleppi, el... Pissarell
E el famoso sur Carlo Gherardin
Hin in guerra dezisa e han rott i squell
Col romantisma e che nol ponn soffrì,
Amen, renonzii al romantisma anmì.

Che quand cinqu omenoni de sta sort
Se metten d'ona part, no gh'è de rid:
Gh'han reson semper, anca quand gh'han tort
E quand riven al meret de dezzid
Che una tal cossa la sia bonna e bella,
L'è bella bonna anch che la fuss de quella.

Ebbene, non ci vuole certo un luminare per rendersi conto che l'accostamento non può essere casuale. Prima il Porta ci parla di vino, poi di Pissarell. E per di più ci dice anche che una tal cosa é buona e bella! Da cui, possiamo dedurre che il Porta ci voleva parlare del famoso vino tradatese e magnificarne le sue caratteristiche.

Il perchè non l'abbia fatto in termini meno criptici, vien quasi da dire enigmistici, é ancora materia di studio. Si pensa a una manovra del partito avverso, che tanto brigò per contrastare le fortune del nobile vino da costringere il Porta a nascondere la sua passione per il Pissarell dietro il paravento di una velata allusione che comunque restava limpida ai suoi contemporanei.

2 commenti:

Altra Tradate ha detto...

Vedi è la prova che i comunisti, pessimisti, non padani sono sempre esistiti! ;-)
Davvero dotta e interessante la tua ricerca...
Con quello che è costato quel terreno (si parla di circa 800 mila euro(s) ;-) però vogliamo lo Champagne millesimato...non il Pissarell...
Ciao controfagotto
gli amici di Altra Tradate
;-)

bbpr1986 ha detto...

bella poesia, il Porta qui non tralascia un altro prodotto che già ai suoi tempi era rinomato a Milano e che a tutt'oggi è vanto del nostro paese di Cilavegna, l'asparago..