Vi(v)a Verdi

Nonostante la giornata passata a viaggare, ieri sera sono riuscito ad arrivare con una precisione à la Mascherpa al cinema Nuovo di Abbiate dove si proiettava una Traviata registrata alla Scala qualche mese fa, direzione musicale di Lorin Maazel, regia teatrale di Liliana Cavani, scene di Dante Ferretti, Violetta e Alfredo interpretati a dovere da Angela Gheorghiu e Ramon Vargas.

La serata era gratuita e quindi mi aspettavo una certa partecipazione ma, a dire il vero, non così tanta: la sala era quasi completamente piena. Motivo della gratuità dell'evento è che si inaugurava il nuovo impianto digitale con audio dolby stereo, se ne parlava anche qui, su varesenews.

Dicevo che sono rimasto positivamente colpito dalla partecipazione, ma devo aggiungere che ne sono rimasto anche negativamente impressionato dall'età media del pubblico, occhio e croce saremo stati sui 70 abbondanti, e solo grazie al fatto che c'erano un certo numero di giovin signore dalla parlata italiana un po' zoppicante (immagino badanti rumene o affini) che abbassavano la media. Non che mi aspettassi una torma di ventenni melomani ma, diamine, sotto i sessanta eravamo davvero in pochi.

Ho comunque sbirciato il programma delle prossime rappresentazioni e mi pare tutta roba di facile accesso, adatta anche al pubblico casuale, e quindi spero che l'inizativa abbia un buon successo.

Dunque, il 16 settembre ci sarà l'Italiana in Algeri di Rossini, registrata al ROF, poi il 15 Ottobre in diretta da Cagliari la Sonnambula di Bellini, quindi l'11 Novembre la Tosca di Puccini registrata all'Arena di Verona, e infine il 3 Dicembre l'Aida di Verdi in diretta dal Massimo di Palermo.

E non poteva mancare, a questo punto, la diretta dalla Scala per il 7 Dicembre, con il Don Carlos.

Insomma, complimenti al Nuovo.

La critica non può non riguardare che il costo del biglietto: 10 Euro sono un po' tantini. E per il Don Carlos se ne chiedono addirittura 15. Considerando che un DVD costerà dai venti ai quaranta, mi pare che si chieda un po' troppo.

E poi un suggerimento: sarebbe opportuno ricordare prima dell'inizio che i telefoni cellulari vanno spenti, dato che c'è sempre qualcuno che se ne dimentica. Eppoi, magari, raccontare per sommi capi cosa succede nell'opera, per evitare il chiacchiericcio nel buio ("ma chi è quello?" "cos'ha detto?" "dove se ne va quella così di corsa?").

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