Tradizioni moderne

Scopro con orrore che oggi (domenica 7 settembre) si tiene la Quarta Sagra dell'Uva a Tradate. Embè, mi si dirà, che c'è di strano? L'Italia è il paese del sole, del mare, e anche del vino, e quindi dell'uva. Più che normale che vi sia una Sagra dell'Uva, che abbia suo punto forte in una gara di pigiatura della stessa tra i componenti dei rioni in cui il mio allegro paesotto si pregia di esser diviso.

Sarebbe anche normale, faccio però notare io, se vi fosse dalle nostre parti questa tradizione cosa che, per quanto ne so, non c'è più da alcuni secoli. E' vero che sul nostro stemma l'uva è rimasta, ma è altrettanto vero che, a causa del mutato clima, siamo rimasti a secco di vino da tempo immemorabile. Non per nulla a Varese i Poretti, presi dalla disperazione, si son messi a far birra.

Insomma, quel che mi fa orrore non è che si faccia una festa paesana - al contrario, mi diverto un sacco - bensì la creazione di tradizioni posticce.

Un po' di fantasia, perbacco. E' mai possibile che noi italiani, maestri dell'arte di inventare da millenni (che la necessità è spesso maestra molto abile), dobbiamo prender lezioni dagli svedesi anche in questo?

A Stoccolma avevano un problema simile al nostro: voglia di festeggiare, ma nessun motivo reale per farlo. Ebbene, hanno deciso che l'otto agosto sarebbe stato festa. Motivo? Il prefisso telefonico. Per Milano si fa lo 02, per Stoccolma lo 08. Ergo, l'otto agosto di quest'anno non poteva essere giorno migliore per fare una gran festa (08-08-08).

E ci siamo pure divertiti un sacco!

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