Il figlio d'o' professore

Nel 2005 Mario Fabbrocino, o' gravunaro (il carbonaio), viene identificato nel corso di una intercettazione telefonica in cui stava spiegando come voleva che gli fosse preparato il ragù (quando si dice che ne uccide più la gola che la spada ...). Era latitante per evitare di scontare l'ergastolo che la Corte di Assise di Appello di Milano gli aveva appioppato per due omicidi, tra cui quello di Roberto Cutolo ucciso a Tradate nel 19 dicembre 1990.

Il Fabbrocino era stato arrestato in seguito all'operazione "Count Down" (che colpì la famiglia De Stefano, le famiglie camorristiche Ascione e Fabbrocino, ed elementi della mafia catanese) e che oltre ad occuparsi dell'omicidio di Raffaele Cutolo, completò la mappa dei rapporti fra le mafie lombarde, mandando in carcere boss e gregari e svelando i meccanismi dei traffici di droga e armi.

L'ordine di eliminare il giovane Cutolo partì da Franco Coco Trovato: "Vi uccidiamo il figlio di Cutolo, vi dimostriamo così che non siamo alleati dei cutoliani e voi in cambio ci uccidete Salvatore Batti" racconta Leonardo Cassaniello, collaboratore di giustizia, autore materiale dell’omicidio di Roberto Cutolo.

A proposito di Cassaniello, interessante (anche se in modo un po' trasversale) il suo contributo nell’operazione "Europa" che prende il via dalla Criminalpol di Reggio Calabria che segue fino a Milano la fidanzata di un latitante di spicco del clan Paviglianiti. Ma l’uomo che la donna incontra alla Stazione Centrale non è il suo compagno, bensì un personaggio sconosciuto alle forze dell’ordine. Il comportamento particolarmente circospetto e la difficoltà nel pedinamento destano subito l’interesse e l’attenzione della Criminalpol. La donna riparte per Reggio Calabria subito dopo una breve sosta in casa dello sconosciuto, il quale viene identificato come Angelo Morabito, incensurato. La sua fisionomia e il suo nome di battesimo corrispondono a quanto raccontato dal pentito Leonardo Cassaniello che aveva raccontato dell’esistenza di un certo Angelo (appartenente al clan) del quale non conosceva il cognome, ma unicamente la fama di killer spietato e accorto. Cassaniello riconoscerà Morabito grazie alle fotografie. Morabito viene tenuto sotto controllo con molte difficoltà. Nonostante non sia mai stato ricercato, si muove come se temesse di essere pedinato: cambia abitazione ogni 20 giorni, la scheda del telefonino tutte le settimane e non si sposta mai con lo stesso mezzo. In questa fase dell’operazione non fornisce alcun indizio utile agli investigatori che riescono però a installare una microspia nella sua automobile. L’auto risulta essere il suo unico luogo di lavoro: dalle conversazioni intercettate le forze dell’ordine scoprono che Morabito è alle dirette dipendenze di Domenico Paviglianiti e che questi, insieme a Giovanni Puntorieri, risiede in Spagna. Dalla microspia si apprende anche dell’intenzione di compiere omicidi tra i quali quello di un collaboratore di giustizia, Giovanni Liggio, destinato a essere sciolto nell’acido.

Altra citazione per Luigi Di Modica, catturato dagli uomini della Criminalpol il 30 maggio 1992 a Milano insieme ad Antonio Schettini e Giorgio Tocci. Di Modica inizia a collaborare il 18 maggio 1994, offrendo informazioni che sono state utili a dare il via all’operazione "Count down", che ha rivelato i collegamenti al nord tra 'ndrangheta, camorra e la banda catanese dei Cursoti. Tocci, ex poliziotto, dopo la decisione di collaborare, dal 7 giugno 1994 comincia a raccontare il suo percorso: dai piccoli favori ai boss, concessi tradendo la sua divisa, alla collusione con i criminali, fino all’inserimento organico nelle file mafiose. Tocci offre contributi significativi nel corso dei processi "Count down" e "Wall street".

Armando Spataro (della Direzione Distrettuale Antimafia) sottolinea un aspetto che pare caratterizzare la strategia della 'ndrangheta in territorio lombardo, ossia la costituzione di una federazione delle mafie, un'alleanza con i gruppi catanesi, in particolare con i Cursoti e con le famiglie della camorra anticutoliana vincente.

Per maggiori informazioni rimando a Omicron (Osservatorio milanese sulla criminalità organizzata al Nord).

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