Comunista nazionalista

Quando c'è di mezzo la lega nord, raramente si può trattare di cose serie. Magari sono fatti anche drammatici, ma non seri.

Ad esempio domenica scorsa, il 12 settembre 2010, un gruppetto di provocatori ha pensato di fare un po' di caciara alla festa leghista veneziana. Dunque hanno comprato un paio di bandiere italiane e si sono messi a camminare per la città.

Tutto qua. La provocazione è consistita nel tenere in mano la bandiera del Paese. La polizia è intervenuta e, ingenuamente, uno di loro ha cercato di spiegare che far vedere la bandiera italiana ad una festa della lega è un atto provocatorio.

Mostrare la bandiera italiana ad una festa di un partito italiano che è al governo (sempre italiano) e che ha numerosi ministri che hanno giurato di fronte a quella bandiera è una provocazione.

Ma la cosa più ridicola l'ho vista nella reazione di un leghista che, come ha visto avanzare la bandiera italiana s'è messo a strillare "Comunisti!", dimentico - o forse del tutto ignaro - che la fedeltà alla bandiera italiana è un patrimonio della destra.

I comunisti, quando ancora ne esistevano in quantità misurabile, erano accusati semmai di scarso patriottismo. Si parlava di internazionale comunista, di fratellanza fra i popoli e cose simili che poco si attagliavano con il rispetto di una bandiera nazionale.

Dare del comunista a un tale solo perché lo si vede sventolare una bandiera italiana vuol dire svuotare del senso originario la parola, e usarla come insulto generico. Oppure essere dotati di ignoranza sesquipedale.

Nessun commento: