Allevi natalizio

Oggi a mezzodì c'é stato il concerto di Natale al Senato della Repubblica, me lo sono sentito alla radio, così ho avuto il benefit aggiuntivo di non dovermi vedere né il parterre nè la presentatrice (che ho sentito essere una delle numerose Carlucci). Non ho potuto evitare però di sorbirmi il discorsetto del presidente del Senato, che ha avuto l'unico pregio di essere tutto sommato sopportabilmente breve. Non si può avere tutto.

A dirigere l'orchestra sinfonica dei virtuosi italiani (che m'é parsa all'altezza della sua fama), Giovanni Allevi. Dopo un paio di bei brani di Puccini si é (ohimé) passati alla musica dell'Allevi stesso. Non che mi dispiaccia, invero, solo che non mi dice nulla, non mi emoziona. Mi sembra musica da film, nel senso peggiore del termine. Dico, non il tipo di musica da film che compone un Morricone, che dà un senso più pieno alla pellicola e che ha un suo senso a sé stante, ma una musica che sta bene in sottofondo, non disturba troppo lo sviluppo dell'azione.

A quanto ho capito, l'Allevi é stato chiamato a dirigere il concerto per dare un segno del rinnovamento della politica. Qualcosa del tipo "vedete? noi capiamo il Paese, e quindi facciamo dirigere il concerto di Natale a un musicista noto al grande pubblico."

Il che mi fa venire in mente un paio di considerazioni. In primo luogo non é questo che chiedo alla classe dirigente del mio Paese, ma che facciano bene il loro lavoro. A dire il vero mi accontenterei se lo facessero in modo non orribile.

E poi, che guadagno c'é per il Paese se Giovanni Allevi, che ha già una risonanza mondiale, dirige questo concerto? Se si voleva dare un segnale di rinnovamento, non era meglio affidare la direzione a un giovane direttore di orchestra ancora poco noto? E magari programmare musica di autori che il successo devono ancora trovarlo?

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