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Tradizioni moderne

Scopro con orrore che oggi (domenica 7 settembre) si tiene la Quarta Sagra dell'Uva a Tradate. Embè, mi si dirà, che c'è di strano? L'Italia è il paese del sole, del mare, e anche del vino, e quindi dell'uva. Più che normale che vi sia una Sagra dell'Uva, che abbia suo punto forte in una gara di pigiatura della stessa tra i componenti dei rioni in cui il mio allegro paesotto si pregia di esser diviso.

Sarebbe anche normale, faccio però notare io, se vi fosse dalle nostre parti questa tradizione cosa che, per quanto ne so, non c'è più da alcuni secoli. E' vero che sul nostro stemma l'uva è rimasta, ma è altrettanto vero che, a causa del mutato clima, siamo rimasti a secco di vino da tempo immemorabile. Non per nulla a Varese i Poretti, presi dalla disperazione, si son messi a far birra.

Insomma, quel che mi fa orrore non è che si faccia una festa paesana - al contrario, mi diverto un sacco - bensì la creazione di tradizioni posticce.

Un po' di fantasia, perbacco. E' mai possibile che noi italiani, maestri dell'arte di inventare da millenni (che la necessità è spesso maestra molto abile), dobbiamo prender lezioni dagli svedesi anche in questo?

A Stoccolma avevano un problema simile al nostro: voglia di festeggiare, ma nessun motivo reale per farlo. Ebbene, hanno deciso che l'otto agosto sarebbe stato festa. Motivo? Il prefisso telefonico. Per Milano si fa lo 02, per Stoccolma lo 08. Ergo, l'otto agosto di quest'anno non poteva essere giorno migliore per fare una gran festa (08-08-08).

E ci siamo pure divertiti un sacco!

Differenti differenziate

A dire il vero non c'è bisogno di andare fino in Svezia per far paragoni, ma già che ci sono, ne approfitto ...

Intorno a Ferragosto, stimolato da questo post su l'AltraTradate, sono andato a vedere la piazzola per la raccolta dei rifiuti in via De Simoni. Non sapevo manco che ci fosse, nonostante io abiti a poca distanza, ma d'altronde in paese io ci sto poco. Vado, vedo e fotografo. Noto la posizione nascosta, una barriera a renderne difficile l'accesso, un cartello intimidatorio che avverte di stare ben attenti a quel che facciamo, dato che siamo videoregistrati.

Diversa la situazione a Stoccolma. Il primo problema è decidere quale fotografare, dato che ce ne sono parecchie, praticamente ovunque. La scelta m'è caduta su questa, per la felice posizione in cui si trova (sulla costa orientale di Sodermalm). La piazzola è ben visibile, facilmente accessibile, i contenitori a disposizione sono una mezza dozzina e un cartello dice cose che non capisco (mica facile lo svedese ...) ma noto che inizia ringraziando (un bel TACK - grazie - multicolore a caratteri cubitali) e mostra una serie di numeri di telefono e indirizzi (per segnalare problemi, immagino).

Non sarà certo l'unico motivo per cui la raccolta differenziata funziona meglio in Svezia che da noi, ma certamente anche questo aiuta. O no?

Nuvole rapide

Ci si sveglia a Stoccolma che piove come se non volesse più smettere. Invece in dieci minuti si squarciano le nubi e si preannuncia una giornata di sole, di quelle incantevoli. Ma il sole si copre all'improvviso, le nubi si rincorrono in un veloce carosello, la temperatura cade bruscamente. Si rimette a piovere, una pioggerellina leggera. Torna il sereno ma non dura, ci si distrae un'attimo e si scatena un temporale improvviso. Dura un nulla, però. E torna il sereno.

Un clima incostante, mutevole, intrattabile. Di cui non si può fare a meno di innamorarsi.

L'oggetto misterioso

Sabato scorso, cammino in lungo e in largo per l'isola di Kärsön, occupata quasi completamente da un bosco lasciato a se stesso. Una rete di sentieri ben segnalati la attraversa, ed è pure un piacere perdersi, sapendo che, comunque, più di tanto non ci si potrà allontanare dalla propria meta . Molti (si fa per dire molti, difficile incontrare folle da queste parti, data la densità abitativa) astuti nativi arrivano sull'isola via acqua, in canoa, o in barca. Attraccano e si mettono a passeggiare nei dintorni. Così allo sprovveduto turista possono capitare incontri bizzarri come quello che è capitato a me. Camminavo da una mezzoretta senza incontrar anima viva, quando vedo un biancheggiar di carni tra la verzura, procedo lungo il sentiero e vedo che mi sta venendo in contro una svedese in costume da bagno, ciabatte da mare e telefono cellulare. E basta. Ricambia il mio "hey" con naturalezza (il mio, invero, non m'è venuto molto naturale) e prosegue nel suo cammino. Mah.

Ancor più strano... o meglio, una stranezza diversa m'è capitata quando ormai stavo per completare il periplo dell'isola. Cammina, cammina, giungo in vista di uno strano oggetto. Di cui la foto che segue. (A chi si chiedesse perchè non ho allegato invece foto della svedese sopracitata, rispondo che questa effettivamente è una buona domanda)

oggetto misteriosoLo guardo, lo tocco, tiro le catene. Non ne capisco l'uso o il senso. Ci giro attorno, lo guardo da diverse angolazioni. Ne resto sempre più perplesso. Altro che cerchi nel grano. Questo sì che è un mistero.

Mi allontano pensando ad un qualche rituale barbarico dei locali, che magari festeggiano il solstizio d'estate danzando intorno a questo strano robo, ed incappo in un altro di 'sti cosi. E poco dopo un terzo. E poi un quarto ... la faccio breve, si tratta di una lunga teoria di questi pali catenati, numerati dall'1 al 18.

Non so quanto ci avrei messo a capire di cosa si trattasse, se non avessi incontrato, alla "buca" 15 una coppia di giocatori che tiravano uno dei loro freesbee contro il palo. Le catene rallentano il disco che, se cade dentro il cestello, conclude il suo tragitto.

Non me lo sarei mai aspettato, vedo molti campi da golf da queste parti, e mi avevano detto che qui se ne fanno varianti bizzarre, ma il golf-freesbee è stata per me una vera sorpresa.

Sotto il sole giaguaro

... o sarebbe meglio dire sotto il sole lince, che in Svezia di giaguari non credo ce ne siano mai stati molti.

Comunque. Giornata di gran caldo oggi a Stoccolma, così ne ho approfittato per fare una cosa che ogni buon brommese, per quanto in adozione temporanea come il sottoscritto, non può evitare di fare, ovvero andare al palazzo della regina, che è davvero qui dietro.

Io, per andare a Drottningholm, ho preso il tram, ma ci si può andare con praticamente ogni mezzo. Il turista medio ci va col traghetto, per dire.

Trascuro di allegare le solite foto da cartolina ... tranne una. Fatta da Kärsön, ovvero dall'isola di fronte e che, per il mio gusto, vale da sola il viaggio.

Fondo corsa

Caldo estremo quassù a Bromma. Almeno secondo gli standard locali.

Il termometrone in piazza già dalle otto del mattino s'è inchiodato sui trenta gradi - il massimo previsto sia in negativo che in positivo - e ...


... quando sono ripassato sei ore dopo, era ancora allo stesso punto.

Raccolta differenziata

Su alcune cose gli svedesi sono più avanti di noi, non vedo come si possa negarlo.

Pensiamo all'immondizia, per esempio. Come fare in modo che lo sporcaccione di turno non butti il vetro tra la carta, l'indifferenziata tra i metalli, o l'umido col vetro?

La soluzione finale scandinava al tormentoso problema è questa: ogni singolo rifiuto viene vagliato da un addetto che lo certifica come compatibile prima di accettarlo.

Siamo ancora a livello sperimentale, gli esperti locali mi dicono che ci sono alcuni problemi non trascurabili da risolvere, e non si nascondono che ci vorrà del tempo prima di poter implementare questo sistema su grande scala, ma i primi risultati sono confortanti e vale la pena di illustrarli con una immagine che, si sa, val più di mille parole.

Mille anni di gioco dell'oca


Immortalata nella foto, la pietra runica di Bromma. Dopo averla scrutata con attenzione, sono sempre più convinto che si tratti di una versione medioevale di un gioco di società.

Il lavoro nobilita l'uomo

... anche se nel mio caso sarebbe forse più corretto dire che lo mobilita. Perchè non che mi senta particolarmente nobilitato, mentre di movimento non posso negare che il lavoro me ne ha portato parecchio.

Domani prendo l'ennesimo aereo per Milano, via Amsterdam questa volta. Leggo che Easyjet volerà da Milano a Stoccolma con volo diretto e mi girano un po' le scatole a pensare che c'era un bel volo diretto Alitalia, sempre pieno, che è stato eliminato in modo inesplicabile con l'ultima potatura di voli.

Come giustamente dicono i manager di Easyjet, il volo risponde alle esigenze di collegamento diretto di una clientela in buona misura d'affari, ma con una componente leisure altrettanto significativa.

La città e i cani


Spesso a Stoccolma si tengono conferenze, manifestazioni, incontri internazionali. In quei giorni la città, che non è molto grande, viene letteralmente invasa dai partecipanti all'evento. Il world show che si tiene in questi giorni ha poi un impatto particolarmente divertente sulla città.

Mai visti così tanti cani tutti insieme.

Bromma di domenica

Altra cosa che si può fare a Bromma, è una passeggiata nelle sue due riserve naturali che si trovano a ovest, divise dalla Tunnelbana, in corrispondenza della fermata di Akeshov, ognuno dei quali si estende attorno a un laghetto: Judarn e Kyrksjön.

Il parco dello Judarn è il più ampio, ideale per passeggiate. Pare che ci siano diversi reperti (prei)storici ma ho li ho mancati tutti, o mi sono passati inosservati. Dato il suo facile accesso, è piuttosto frequentato da joggers e da gente che porta il cane a passeggio.

Il parco dello Kyrksjön è più piccolo, strizzato fra le abitazioni che lo circondano, però ha dalla sua un lago più accessibile dello Judarn, e pure balneabile. Ci sono un paio di moli da cui è possibile calarsi nelle acque.

Che fare a Bromma?

Probabilmente la cosa migliore da fare a Bromma è prendere un treno, il tram, o anche un bus, e andarsene da qualche altra parte. Stoccolma è a pochi minuti di Tunnelbana, e anche Drottningholm, con il suo bel palazzo reale e relativo parco, è praticamente dietro l'angolo.

Ma facciamo conto di non aver voglia di prender mezzi, e di voler passare una mezza giornata passeggiando pigramente per il vicinato. Beh, nonostante le vie piuttosto trafficate che la attraversano, Bromma non è poi così male. Se si ha avuto la fortuna di arrivare al suo aeroporto, si avrà già avuto modo di ammirare la elegante palazzina anni cinquanta che fa da terminal. Vedo che l'hanno dichiarata edificio di importanza storica, e questo mi pare un poco eccessivo, ma comunque una rapida visita gliela si può pure fare.

Se invece si è arrivati ad Arlanda (moderno, gradevole, ma decisamente meno interessante) si può approfittare per andare a vedere quest'altro aeroporto e, già che ci si trova lì, si può pure andare a vedere una pietra con su incisa un qualche misterioso soggetto runico. A me ha dato l'idea di un gioco dell'oca paleolitico, ma certamente mi sbaglio. Non che sia particolarmente interessante, soprattutto se se ne sono già viste altre di queste pietre, che sono peraltro piuttosto comuni da queste parti, ma è davvero così vicino all'aeroporto che il viaggio non può arrecare gran danno. Praticamente è dalla parte opposta del terminal rispetto alla pista. Per raggiungerla si dovrà quindi fare il periplo dell'aeroporto, seguendo la strada che porta al Volvo Aereo e al Bromma Golf Club. E' proprio sul passaggio pedonale, quindi dovrebbe essere difficile non notarla.

Se è una bella giornata, può valere la pena entrare nel bosco tra il sasso runico e l'aeroporto, per giungere su una collinetta che domina la pista e offre una simpatica vista. Fatto ciò, si può decidere di andare a camminare lungo il Lillsjön, un finto-laghetto che si trova lì a due passi, e quindi dare per completata la passeggiata.

Bromma

Never say, never again, rieccomi a Stoccolma. Quasi Stoccolma. Bromma, per dirla tutta.

Ieri, con il sole, il colpo d'occhio sulla città è stato favoloso, come al solito. Oggi che è nuvolo si tende al depressivo-suicidario.

I prezzi mi sembrano persino un pochino rincarati (il che è tutto dire).
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